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A.S.ROMA - QARABAG 1-0

​Di Francesco: “Abbiamo sempre creduto in questi ragazzi”

“È stata una gande vittoria, difficile: non è mai facile vincere in Champions. Sono davvero sodisfatto del primo posto. Non era facile, inizialmente nessuno ci dava come favoriti anzi ci davano quasi sicuramente come eliminati”.

È tanta la soddisfazione di Eusebio Di Francesco dopo la vittoria per 1-0 contro il Qarabag, arrivata grazie al gol di Diego Perotti. La Roma conquista tre punti che le permettono di qualificarsi agli ottavi di Champions da prima classificata nel gruppo C.

“Abbiamo sempre creduto nel lavoro e in questi ragazzi, fin dall’inizio, perché hanno subito giocato con grandissima determinazione a partire dalla gara contro l’Atletico in casa: lì non hanno espresso un gran gioco ma hanno saputo soffrire. Quello è stato l’inizio di un grande girone”

Qual è stato il motivo di quei 50 minuti di sofferenza?

“C’è stata differenza tra primo e secondo tempo. Io chiedevo ai ragazzi di sfruttare l’ampiezza che ci concedevano i nostri avversari e di buttarci dentro, ma noi ci muovevamo poco senza palla. In quel modo facevamo troppa fatica a creare le situazioni che avremmo voluto. Nel secondo tempo la squadra si è espressa meglio, poi magari nel finale un po’ di braccino corto è venuto: qui a Roma non è che si è abituati a vincere e andare avanti in Champions. Però fa tutto parte del nostro percorso di crescita. Ci deve servire da lezione: io dico alle mie squadre di cercare sempre un altro gol, non mi piace il palleggio fino a se stesso, voglio più verticalità”.

I meriti sono suoi o del gruppo?

“I meriti sono principalmente del gruppo, io cerco solo di trasmettere il mio pensiero. Come ho già detto, la cosa più importante era entrare nella testa dei calciatori. Credo di esserci riuscito, ma non mi accontento: dobbiamo lavorare ancora molto”.

Lei nella qualificazione agli ottavi ci ha creduto da subito o in corsa?

“Uno che fa in questo lavoro deve credere in quello che propone. Io per mentalità io sono sempre positivo e propositivo”.

A.S.ROMA - SPAL 3-1
​Di Francesco: “L’approccio mentale di questa sera è stato ottimo”

“L’approccio mentale di stasera è stato ottimo, sia nella preparazione della gara sia nella voglia di conquistare i tre punti. Dobbiamo fare la stessa cosa martedì a prescindere da chi scenderà in campo”.

Tre punti importanti, per riprendere il cammino in campionato dopo il pareggio di Genova e per concentrarsi al meglio in vista della sfida interna contro il Qarabag. Così Eusebio Di Francesco ha commentato la vittoria per 3-1 sulla SPAL allo Stadio Olimpico, arrivata grazie ai gol di Dzeko, Strootman e Pellegrini.

Siete ripartiti col piede giusto: è questa la Roma che lei vuole?

“Oggi la squadra voleva la vittoria a tutti i costi e ha giocato con grandissima aggressività, specialmente nel primo tempo. Abbiamo tirato 37 volte in porta, ma tre gol sono pochi per quello che abbiamo creato: possiamo fare molto meglio nel concretizzare la mole di gioco. Abbiamo lasciato due punti per strada a Genoa, mentre oggi abbiamo ripreso il cammino. Era importante vincere. Peccato per il gol preso perché ogni domenica regaliamo una piccola ingenuità con tre-quatto tiri in porta degli avversari”.

Forse c’è stata, in occasione della rete avversaria, troppa stanchezza mentale per la pressione che i ragazzi stanno subendo nella lotta al vertice della classifica?

“Se la squadra tira 37 volte e mantiene l’80 per cento del possesso vuol dire che c’è. Ma certe disattenzioni vanno eliminate, si può fare a meno di sfiorare un avversario girato spalle alla porta e che per fare gol deve inventarsi una grande giocata. Le partite non sono mai facili da vincere. Oggi contavano i tre punti per arrivare pronti alla sfida contro il Qarabag di martedì”.

C’è determinazione per portare a casa il primo risultato importante in Champions nella sua gestione giallorossa?

“Il nostro obiettivo è quello di qualificarci cercando la vittoria con una grande prova di determinazione e cattiveria agonistica, la stessa vista oggi”.

Come ha visto Gonalons, Cengiz e Schick?

“Siccome Gonalons aveva preso l’ammonizione non volevo rischiare di rimanere in dieci e per questo ho scelto di toglierlo: lui fa dell’agonismo un’arma importante e volevo evitare di riaprire questa gara, anche perché mi ero già arrabbiato sul rigore. Schick, invece, è entrato bene in partita per quella che era la gara e perché la SPAL si difendeva bassissima. Ha avuto le sue chances non giocava da tantissimo tempo: ha talento e si vede, ora gli serve solo continuità in allenamento e nelle partite. Cengiz non fa ancora sempre le scelte giuste ma ha preso iniziative importanti. Fa sempre un tocco in più o sbaglia nella scelta finale su quando scegliere l’attacco alla profondità”.

Questi giocatori hanno la consapevolezza di far parte di una squadra forte?

“Sì, sono convinto che la squadra inizia a essere consapevole dei propri mezzi, lo ha dimostrato in diverse occasioni, ma deve dare maggiore continuità a quello che chiedo. Non bisogna mai essere distratti nella gare, serve sempre massima attenzione, per diventare una squadra davvero forte e importante in questo campionato. Oggi per rimanere attaccati al carro lì davanti bisogna vincere e dare continuità con qualche gol in più ed evitare di prenderli. Quello che ci ha dato fastidio stasera è stato il gol: non c’era necessità di prenderlo, serve massima attenzione. Da una grande fase difensiva viene sempre una bella fase offensiva”.

GENOA - A.S.ROMA 1-1
Di Francesco: “Oggi abbiamo perso due punti”

“Peccato perché stiamo crescendo, non ci dobbiamo far male da soli: stiamo dimostrando che abbiamo la forza di fare le partite su qualsiasi campo. Questa battuta di arresto non ci voleva, sono due punti persi”.

Così Eusebio Di Francesco ha commentato il pareggio dello Stadio Luigi Ferraris. La Roma è uscita dalla trasferta di Genova con un punto: al vantaggio firmato El Shaarawy ha risposto Lapadula dal dischetto, dopo un fallo di Daniele De Rossi che gli è valso anche il rosso.

“È un peccato, Daniele sa di aver sbagliato, con questi strumenti attuali non si scappa. Al di là di questo, l’arbitraggio oggi non mi è piaciuto per i cartellini e della gestione di gara, cosa che ho detto anche di persona al direttore di gara”, ha dichiarato il tecnico giallorosso dopo

“Daniele non è un ragazzino e lo sa, sa prendersi le sue responsabilità, ma lui fa parte di una squadra e quanto si pareggia o si perde ne usciamo tutti sconfitti, non uno solo. Dobbiamo rilavorare insieme per evitare che accadano situazioni del genere. Quando noi la mettiamo sul piano del gioco siamo una squadra importante, quando invece andiamo dietro agli avversari in certi atteggiamenti, ci succedono queste cose che non devono accadere”.

Nel primo tempo la Roma è stata poco efficace: cosa è successo?

“È accaduto perché i nostri avversari erano in attesa e si difendevano vicino l’area di rigore. Ci concedevano ampiezza e possesso, ma noi siamo stati bravi a sbloccarla e ci siamo mossi meglio da quel momento. Loro non avevano mai tirato in porta, quando sblocchi e sai far gol devi gestirla meglio: l’ingenuità l’abbiamo pagata, ci ha complicato la vita. In 10 abbiamo concesso sì un’occasione importante a loro, ma anche noi ne abbiamo avuto due per fare gol”.

El Shaarawy è in continua crescita: come lo hai visto oggi?

“Stephan è cresciuto tanto, oggi non c’è stato Diego che ha sempre fatto bene ed è stato meno brillante del solito. El Shaarawy, quando l’ho spostato a sinistre, ha fatto una gran giocata tagliando verso il centro come voglio io, peccato aver perso questi due punti anche se in queste situazioni non è mai facile venire a giocare qui”.

Come si riparte ora?

“La squadra deve essere consapevole dei propri mezzi, rispettare gli avversari e non perdere il filo del gioco come oggi. Siamo stati ingenui e lo abbiamo pagato: avevamo sbloccato la partita, peccato. Ce la siamo pareggiata da soli questa partita”.

Quanto mancano i gol di Dzeko?

“Oggi si è messo a disposizione della squadra in una partita non facile, quando siamo stati pericolosi è perché lui si è mosso in quel modo. Parliamo sempre di individualità ma la squadra come gruppo è cresciuta, questo è quello che conta veramente. Edin tornerà a fare gol perché ce l’ha nel sangue”.

A.S.ROMA - LAZIO 2-1

“Vincere il Derby da allenatore è una grande soddisfazione, questa partita me la tengo davvero stretta: è il primo successo da allenatore nella stracittadina. È bellissimo e vi assicuro che si soffre più in panchina…”.

La Roma batte la Lazio 2-1 e conquista il primo Derby della stagione, il primo con Eusebio Di Francesco sulla panchina. Decisivo il rigore segnato da Perotti e conquistato dall’ex Kolarov, seguito da una grande conclusione dalla distanza di Nainggolan. Sì, proprio Radja: il belga era in dubbio fino all’ultimo, ma è stato autore di una partita sensazionale

“Aveva uno stiramento otto giorni fa”, ha dichiarato il tecnico giallorosso al termine del match. “Questo fa capire la grande capacità di recupero che ha, assieme a una volontà di ferro: lo chiamano il Ninja, ma io lo definirei un supereroe”.

Il gol dei biancocelesti è arrivato dal dischetto con Ciro Immobile, dopo l’intervento del VAR che ha portato Rocchi ad assegnare il tiro dagli undici metri per un tocco in area con il braccio di Manolas. Per il resto, in pochissime occasioni la squadra di Inzaghi è riuscita ad impensierire De Rossi e compagni.

“Avevo parlato alla vigilia delle grandi qualità nelle ripartenze della Lazio: dovevamo esser bravi ad assorbire la loro profondità senza cambiare mentalità. Siamo rimasti aggressivi lì davanti, concedendo magari un po’ di spazio: questo ci ha permesso di avere per larghi tratti la partita in mano”.

Florenzi è uscito per un fastidio: come sta?

“Era semplicemente un po’ appesantito, ha giocato una partita molto importante con la Nazionale, ha cercato di recuperare e ha dato tanto pure oggi”.

C’è stata una grande pressione offensiva della tua squadra: come l’avevi preparata la partita?

“Abbiamo fatto una partita simile a Firenze, con una grande pressione e con i movimenti di attaccanti e terzini. Avevamo preparato certe situazioni, forse nel primo tempo dovevamo farlo di più. Quando una squadra cerca di giocare con tre difensori e di aprirsi, noi siamo sempre lì alti a cercare di mettere difficoltà con la nostra pressione. Questa scelta rischiava di toglierci qualcosa con la loro grande capacità di andare in verticale, invece ci ha dato tanto”.

La squadra sembra recepire quello che dici con una convinzione totale.

“A Roma la cosa più difficile è entrare nella testa dei calciatori e devo dire che questo aspetto per noi ormai è superato: i ragazzi sono convinti di quello che fanno e prepariamo tutte le partite in una determinata maniera. Ora la fase offensiva mi piace anche di più, vedo diversi movimenti che mi fanno molto piacdre. In questo ambiente non dobbiamo fermarci, serve continuità. Siamo cresciuti tanto e soprattutto in allenamento. Questo fa la differenza”.

Come si sente lì in alto a due punti dal Napoli?

“Lì in alto speriamo di restarci per tanto tempo, non tutti ci davano per favoriti. Io credo molto nel lavoro e in quello che propongo. Ora i calciatori si rendono conto che quando riescono stare dall’altra parte hanno grandissimi vantaggi”.

A.S.ROMA - LAZIO 2-1
Di Francesco: “Nainggolan è un supereroe”
FIORENTINA - A.S.ROMA 2-4
Di Francesco: “Questo atteggiamento ci deve contraddistinguere”

“Questo gruppo deve essere consapevole di quello che fa: deve andare sempre a prendere gli avversari nella loro metà campo, oggi i gol sono arrivati su delle riconquiste. Questo atteggiamento ci deve contraddistinguere”.

Prosegue il cammino positivo della Roma in trasferta, che arriva alla dodicesima vittoria consecutiva in trasferta in campionato, un record in Serie A. La notizia della giornata, però, è legata a Gerson, schierato da titolare: il brasiliano ha segnato i suoi primi due gol in giallorosso, giocando la gara da vero protagonista. Per due volte la Fiorentina è riuscita a pareggiare le reti del calciatore ex Fluminense, prima con Veretout, poi con Simeone. Nella ripresa, poi, la squadra di Eusebio Di Francesco ha fissato il risultato su 2-4, grazie a Manolas e Perotti.

“Effettivamente oggi abbiamo preso gol fuori casa per la prima volta in questa Serie A”, ha dichiarato il tecnico giallorosso al termine del match. “È stata una bella sfida, molto intensa. Nel primo tempo sembrava che avessimo la partita in mano, poi però abbiamo subito le reti degli avversari. Conoscevamo la grande forza della Fiorentina, è una bella squadra e bisogna riconoscerle il grande merito per quello che ha fatto vedere sul campo. Ci aspettavamo una partita di rabbia, dopo la brutta sconfitta a Crotone. È una buona squadra quella viola e vi assicuro che non è mai facile vincere su questo campo”.

Mentalmente questa squadra sembra sempre avere il colpo in più, gioca tranquilla a prescindere dall’avversario...

“Devo dire che abbiamo iniziato il secondo tempo con un’altra idea, dopo il nostro primo gol ci siamo abbassati e non abbiamo lavoravamo bene come blocco squadra in fase difensiva, cosa che ci ha permesso di fare risultati fino a oggi. Questo ha fatto sì che i nostri avversari riuscissero a segnare su una nostra ingenuità. Le squadre che sono più attente alla fine portano a casa determinate gare. Avevo paura di questa trasferta perché venivamo dalla vittoria sul Chelsea e poteva esserci un po’ di appagamento, invece abbiamo dato una risposta importante nonostante il gioco intermittenza nel primo tempo”.

Lei ha creduto tanto in Gerson, che con questa prestazione ha ripagato la sua fiducia.

“Lo seguivo dai tempi del Sassuolo e in quel periodo giocava alto come oggi. Mi è stato presentato come centrocampista, ruolo che sa fare, ma ha grandi qualità e come mancino può fare benissimo schierato esterno offensivo. Oggi ha interpretato molto bene quel ruolo andando spesso in taglio e facendo giocate. Oggi però i miei complimenti vanno a Edin Dzeko, che ha fatto una rincorsa al novantesimo per andare a riprendere il contropiede della Fiorentina. Questo atteggiamento di squadra è fondamentale. Edin, anche se non fa gol, è molto importante per la nostra squadra”.

Cosa è successo nei due gol subiti oggi?

“Non dobbiamo appiattirci troppo in certe occasioni. Ma ci sta di sbagliare. Anche noi abbiamo segnato su una riconquista veloce nella loro metà campo. Quando vuoi il pallino del gioco in mano, però, devi osare. Ovviamente poi alla fine chi sbaglia meno fa il risultato”.

A che punto è la costruzione della tua “casa” alla Roma. Continuate a migliorare giorno dopo giorno, anche a livello mentale.

“Paradossalmente abbiamo preso gol quando ci siamo abbassati. Nonostante spesso concediamo tanto campo siamo bravissimi a difenderlo, perché c’è alla base ci sono tante esercitazioni in tal senso. Il lavoro più importante, però, è stato fatto sulla testa dei miei calciatori, per far sì che interpretino le mie idee. E ora stanno sposando a pieno la mia teoria”.

Lei aveva ragione quando questa estate chiedeva pazienza quindi…

“Io non devo chiedere pazienza a nessuno, lavoro sul campo. A volte si è scettici quando non si conoscono certe persone. Io sul campo ho fatto passare le mie idee, facendo capire ai campioni come fare il salto di qualità. Sono contento di questo filo di vittorie in trasferta condiviso con quanto fatto da Spalletti nella scorsa stagione. Mi auguro di ottenerne uno solo mio sul campo continuando a vincere fuori casa”.

Dopo la sosta ci sarà il Derby: sarà una sfida valida per la lotta al vertice?

“Non penso che una partita possa decidere il titolo. Il derby non è una partita come le altre, l’ho vissuta da calciatore: è fuori dal contesto del campionato e noi cercheremo di portare a casa i tre punti che sarebbero importanti anche per la classifica”.

A.S.ROMA - BOLOGNA 1-0
Di Francesco: “Questa squadra sta migliorando in tutti i suoi elementi”

“Non la chiamerei sporca questa vittoria, così come quella prima contro il Crotone: quando crei tanti presupposti per far male agli avversari la vittoria per 1-0 ha un senso diverso. Davanti oggi abbiamo trovato un buon Bologna che è venuto qui a giocare la partita come mi aspettavo, ci ha creato difficoltà con tagli e movimenti, ma la linea difensiva ha lavorato davvero bene. Siamo stati aggressivi, nonostante il i rossoblù diano sempre fastidio alle grandi. Questa squadra sta migliorando determinati meccanismi in tutti i suoi elementi”.

Ancora una vittoria, ancora per 1-0, ancora con la porta inviolata: la Roma esce dall’Olimpico con i tre punti, battendo il Bologna grazie al gran sinistro di El Shaarawy. Per Eusebio Di Francesco è questa la giusta strada da percorrere, anche perché martedì nella Capitale ci sarà il Chelsea.

“Ora so solo che c’è il Chelsea martedì, cerchiamo di recuperare il più possibile le energie. Ho fatto questa scelta di cambiare determinati giocatori per arrivare a determinate gare con più per dare freschezza, magari giocheranno tanti martedì di quelli scesi in campo stasera. Non voglio guardare troppo avanti, partita dopo partita valuteremo. È ovvio che giocheremo con il Chelsea per mantenere vivo il discorso qualificazione e anche per vincere: noi giochiamo sempre per vincere”.

Le vittorie che aveva chiesto sono arrivate, per trovare fiducia e per avvicinarvi alle squadre che sono in testa.

“Oggi era più importante guardare a noi stessi che alla Juve che era in campo prima della nostra partita, come ho detto ai ragazzi nella riunione pre gara: dovevamo concentraci sul nostro modo di giocare. Avevo sottolineato che tra campionato e Champions avevamo battuto 78 angoli facendo zero gol, avevo chiesto un gol su corner e sono stato accontentato”.

Otto cambi rispetto all’ultima partita: è un segno che nella sua squadra il gioco c’è a prescindere dei singoli?

“C’è un collettivo che ha un obiettivo comune, lavorare nelle due fasi in un certo modo, portando avanti il mio pensiero calcistico e cioè lavorando sempre con la palla. Questo ci sta aiutando a diventare maturi. Nel primo tempo abbiamo sbagliato troppo nella metà campo avversaria e non c’è stata lucidità sotto porta. Però abbiamo creato tanti presupposti positivi e dovevamo essere più cinici per andare a chiudere certe azioni”.

Come giudica la prestazione di suoi figlio Federico? Lo vedrebbe bene alla Roma?

“Quando va via papà può venire tranquillamente. È difficile davvero allenare un figlio. Lui comunque è  maturato tanto e stasera ci ha creato tanti problemi. Facevo fatica a chiamarlo Di Francesco o Federico ai miei uomini. Attacca bene gli spazi e dovevamo essere bravi sia ad accompagnarlo sia a mollarlo quando partiva prima. In campo non si guarda in faccia a nessuno, lui faceva la sua partita e io la mia: secondo me ha fatto anche bene, Florenzi mi ha detto che è un “rompi scatole” alla fine della partita (ride, ndr). Federico è stato un avversario in questa partita, stasera saremo insieme: dopo la partita è tornato a essere mio figlio”.

Il lavoro migliore sembra che sia quello fatto sulla linea di difesa, che è molto alta nonostante un difensore come Fazio non sia velocissimo…

“Condivido pienamente, nasce tutto da dei concetti che stiamo portando avanti dall’inizio del campionato dove ci sono state difficoltà nell’apprendimento come è normale che sia”.

A questa squadra piace correre, sia in avanti sia all’indietro: la condizione fisica com’è? Strootman è forse un po’ indietro rispetto agli altri?

“Dal punto di vista fisico Kevin sta benissimo e lo dicono anche i numeri. Forse ha bisogno di un gol o di una giocata per trovare più fiducia. Io sono contento finora: il miglior lavoro per la linea difensiva lo stanno facendo centrocampisti e attaccanti. Lo stesso Edin Dzeko che corre in avanti a pressare gli uomini su ogni palla. Kevin è uno di quei leader che anche in allenamento mi aiuta a far passare certi concetti. Poi è chiaro che come tutti può migliorare, ma io sono contento di lui”.

A.S.ROMA - NAPOLI 0-1
Di Francesco: “Contento della voglia di riprendere la partita”

“Ci è mancato il guizzo finale. Forse abbiamo troppe assenze per poter cambiare la partita in corso. Però io sono contento del desiderio e della voglia di riprendere la partita, non abbiamo mollato fino alla fine e non abbiamo concesso tante occasioni”.

Così Eusebio Di Francesco ha commentato la sconfitta allo Stadio Olimpico contro il Napoli. Gli ospiti hanno tenuto il gioco in mano nei primi 45 minuti e sono passati in vantaggio grazie a Insigne, mentre nella ripresa la Roma ha tentato di trovare il pareggio senza fortuna. Tra le tante occasioni, un palo e una traversa hanno salvato Reina dalla rete del pareggio.

“Quella di questa sera è stata una partita in cui il Napoli ha fatto meglio nel primo tempo, mentre nel secondo siamo saliti come pressione e aggressione. Ho cambiato qualcosina, siamo tornai un po’ alle origini e questo ha permesso alla squadra di essere più aggressiva. Peccato per le situazioni che abbiamo creato, le pressioni le abbiamo fatte bene ma siamo mancati nel gol sul finale. Poi se guardiamo i dati, il Napoli solitamente ha un possesso palla altissimo mentre oggi ci siamo divisi questa statistica: questo vuol dire che la partita è stata equilibrata. Loro hanno fatto gol su una nostra ingenuità prendendo forza. Noi, invece, non siamo stati bravi nell’andare a riprendere la partita”.

Forze stasera c’è stata un pizzico convinzione in meno rispetto alle altre sfide?

“Avremmo voluto fare le cose in modo differente. Le partite si possono vincere anche all'ultimo e lo abbiamo visto contro l’Inter cosa ci è successo, dove abbiamo dominato per 70 minuti.

“Alla fine il Napoli concretamente non ha creato tantissimo, anche se ha avuto il pallino del gioco in mano: questo non mi piace. Le nostre manovre sono venute a mancare nel primo tempo mentre ce ne sono state di più nella ripresa”.

Troppi infortuni?

“Non li alleno sono io, vengono anche delle nazionali. Ma nel caso di Manolas credo che l’infortunio sia anche legato alla casualità: ha perso l’appoggio e si è fatto male a causa di un movimento anomalo”.

Fazio ha fato tanto anche in fase di possesso: perché non è stato schierato dal primo minuto?

“Non ha giocato dall’inizio perché si è allenato solo ieri con noi. Abbiamo tante partite e ha fatto tre voli per tornare dall’Ecuador. Lo abbiamo tutelato in vista della partita con il Chelsea: a questo si lega la scelta di non farlo giocare.”

È mancato alla squadra il colpo del singolo?

“Sono mancati rimpalli fortunosi, quando prendi cinque o sei pali in casa nel corso del Campionato forse un pizzico di sfortuna c’è. Però sono episodi che fanno parte della gare, a volte ti girano a favore a volte contro. Un pizzico di sfortuna c’è. Davanti c’è una squadra che ha qualcosa in più rispetto a noi per quanto riguarda l’abitudine di giocare insieme. Abbiamo avuto troppo rispetto del Napoli nel primo tempo e questo non lo volevo”.

È mancata la costanza a Perotti nel corso di tutta la partita?

“Tutto nasce dal fatto che cercavamo di giocare dal basso per non buttare palla, però sono mancati i movimenti degli intermedi per cercare spazio tra le linee. Se a Perotti dai una mezzala che fa la sovrapposizione lui fa uno contro uno ma se non gli dai questa possibilità fa fatica anche lui. Diego tornava da un infortunio e ha fatto anche troppo per quanto riguarda la gara.

Cosa si aspetta dalla gara di mercoledì contro il Chelsea? Anche Conte ha perso…

“Io guardo a casa mia sapendo che la sfida di mercoledì sarà delicata per il cammino in Champions League. Oggi ci stava non perderla, sarebbe stato importante. Guadiamo avanti con positività, stiamo crescendo: affrontavamo una squadra che ha distrutto gli avversari che ha incontrato in questa stagione e oggi non è successo”.

MILAN - A.S.ROMA 0-2
Di Francesco: “Vedo una crescita generale”

“Stiamo trovando gli automatismi giusti, vedo una crescita generale: oggi la squadra ha dimostrato che c’è”: Eusebio Di Francesco esprime tutta la sua soddisfazione negli spogliatoi di San Siro dopo il successo sul Milan. 

“Qui è stata una prova importante anche dal punto di vista mentale, visto che era importante restare in partita e trovare equilibrio. In alcune fasi potevamo fare meglio ma siamo stati bravi ad accelerare al momento opportuno e a tenere palla poi”.

La Roma c’è?
“Sì, volevamo proseguire la corsa e restare attaccati alla testa della classifica. Il rinvio con la Samp non aiuta, abbiamo una partita in meno e dal punto di vista psicologico toglie qualcosa. prima di oggi poi si diceva che le nostre vittorie erano tutte facili. Oggi abbiamo mostrato che sappiamo vincere anche le gare difficili”.

Ci siete quindi anche per lo Scudetto?
“Siamo dietro gli altri e per ora ci teniamo volentieri dietro cercando di riguadagnare punti partita dopo partita. Ora dobbiamo pensare solo a lavorare e a restare con i piedi per terra. Nonostante le diverse assenze che avevamo, la squadra oggi ha risposto bene, considerando che tanti dei giocatori in campo hanno disputato tre gare in sette giorni, tra cui quella a Baku che ha comportato un viaggio di cinque ore”.

Pesa la gara rinviata con la Samp?
“Quella partita non disputata ci toglie qualcosa per qualche aspetto ma per altri forse ci ha fatto anche comodo perché abbiamo potuto concentrare le forze meglio in vista dell’Atletico visto che prima venivamo dal KO contro l’Inter. Ma, come detto, noi avremmo voluto giocarla: è un peccato vedersi sempre dietro in classifica, ma guardiamo avanti con ottimismo. Guardo alla crescita della squadra che ha capito che per compete bisogna essere corti e essere cinici quando serve”.

Un messaggio per Montella?
“Ci siamo scambiati i risultati, l'anno scorso è stato il contrario. Ma l’affetto per lui va oltre da come è andata oggi: Vincenzo è un amico vero e gli auguro ogni bene”.

QARABAG - A.S.ROMA 1-2
Di Francesco: “Ci siamo complicati la vita da soli”

“Avevamo la partita in mano e ci siamo complicati la vita da soli”: così Eusebio Di Francesco ha commentato la prova dei giallorossi vittoriosi in casa del Qarabag.

Il 2-1 finale, è stato frutto delle reti di Kostas Manolas ed Edin Dzeko per la Roma e di quella di Pedro Henrique per i padroni di casa, tutte nel primo tempo.

È maggiore la soddisfazione per la vittoria o il rammarico per la prova non molto convincente?

“Quando si vince non ci può essere rammarico. Dovevamo gestire meglio il doppio vantaggio, potevamo essere più concreti e gestire meglio il palleggio, ma ricordiamo che la Roma non vinceva da tanto tempo in trasferta in Champions e abbiamo avuto la capacità di portare a casa tre punti fondamentali. Eravamo in un ambiente non facile e l’unica occasione per il pareggio l’abbiamo concessa nei minuti finali. Se il Qarabag è arrivato al girone di Champions ci sarà un motivo”.

L’approccio è stato buono: è mancata la mentalità?

“La mentalità va costruita all’interno. In due partite abbiamo fatto quattro punti e non è mai facile vincere in Champions. Oggi l’abbiamo fatto, potevamo vincere in maniera differente ma guardiamo avanti. Faremo le nostre valutazioni tecnico tattiche”.

Defrel ha avuto un problema muscolare?

“Non avendo tante alternative esterne è un peccato. Purtroppo con viaggi e carichi di lavoro il rischio di farsi male c’è. Questo viaggio non è stato agevole, mi auguro di recuperare tante energie per la partita di domenica contro il Milan”.

A.S.ROMA - UDINESE 3-1
Di Francesco: “I ragazzi stanno assimilando bene il mio gioco”

“Dobbiamo dare continuità a quello che stiamo facendo: i ragazzi stanno assimilando bene quello che propongo. Stanno acquisendo sempre più consapevolezza”.

È soddisfatto Eusebio Di Francesco al termine della vittoria per 3-1 contro l’Udinese allo Stadio Olimpico.

“Al di là della vittoria che dà maggiore consapevolezza alla squadra, quello che mi è piaciuto di più è l’ottima manovra che ha messo in pratica la squadra, sia nel primo tempo sia nella ripresa”, ha dichiarato l’allenatore al termine del match. “Le catene hanno lavorato benissimo, andando in taglio. Ho visto ottime giocate. Peccato per il gol preso a livello psicologico: abbiamo dimostrato di difendere bene in diverse situazioni. Forse meritavamo di fare qualche gol in più, ma non posso essere che soddisfatto oggi”.

Tre gol nel primo tempo, uno di Dzeko e due di El Shaarawy, e tante occasioni nella ripresa. L’unica rete dell’Udinese è arrivata al 90’ con Larsen.

“Mi piace la predisposizione al sacrificio della squadra, sono tutti pronti a lavorare nelle due fasi. Dobbiamo essere un collettivo e per farlo dobbiamo lavorare nelle due fasi in una determinata maniera. Peccato aver preso gol sulla profondità. La mia linea non ha mai concesso profondità in tutta la partita, tranne al 90’. Mi è dispiaciuto perché quella palla era molto leggibile”.

Come vive la pressione della piazza?

“Spesso c’è scetticismo, ma la cosa importante è il lavoro per un allenatore. I giocatori devono capire cosa chiede il suo tecnico. Io sono serenissimo, le difficoltà le affronto con grande serenità. Credo in quello che propongo e quando i ragazzi capiscono che traggono vantaggio facendo quello che chiedo, lo accettano e diventano disponibili: così è per tutti più facile.

Un giudizio su El Shaarawy?

“Per me è tra i titolari. Sono tutti importanti in questa squadra. Stephan in estate aveva un problemino ed è uno dei più bravi ad attaccare la profondità. Nel mio modo di giocare è un attaccante ideale”.

BENEVENTO - A.S.ROMA 0-4
Di Francesco: "Gonalons ha fatto una gran partita"
Sono soddisfatto di Gonalons, oggi era la sua prima gara e ha fato una grande partita, giocando sempre in verticale". L'elogio per il calciatore francese arriva direttamente da Eusebio Di Francesco, dopo la vittoria per 4-0 sul campo del Benevento. Il tecnico giallorosso ha sottolineato la pova dell'ex Lione, al suo esordio in giallorosso.

"Lavora sempre in maniera eccellente, gioca per la squadra e mai per se stesso", ha dichiarato l'allenatore della Roma alla fine del match". Abbiamo bisogno di questo tipo di giocatori. Stasera mi è piaciuta la quadra in generale, tranne qualche superficialità che ci ha fatto rischiare di riaprire la partita”.

Il copione dei gol è steso lo stesso nelle due frazioni di gioco: Dzeko e autogol di Lucioni nei primi 45 minuti, poi ancora il bosniaco con un gran tiro a giro e autorete di Venuti

“Sono contento della prestazione e della crescita del gioco: sapevo che per far assorbire certi meccanismi di gioco c’era bisogno di qualche vittoria che ci ha dato più consapevolezza. I ragazzi hanno giocato bene, anche se non sono soddisfatto pienamente perché non dobbiamo evitare di essere superficiali: abbiamo perso qualche pallone di troppo”.

Con il turnover fatto in queste ultime due partite la sua rosa sta dimostrando di essere valida in numero e qualità?

“La rosa e il turnover sono validi solo quando si vince. È fisiologico comunque, è improponibile fare tre partite di seguito in questo tipo di calcio. All’inizio ho chiesto a questa società di mettermi a disposizione una rosa con coppie per ogni ruolo, soprattutto per avere la possibilità di fare quello che stiamo mettendo in pratica in questo momento”.

Dzeko è stato bravo questa sera?

“Dzeko questa sera si è avvicinato di più alla porta. Non ha fatto bene solo stasera, però, anche con l’Inter ha segnato. Contro l’Atletico ha tirato fuori qualcosa di differente, ci sono partite con coefficiente difficoltà superiore in cui ci si deve sacrificare di più. Edin ha capito che quelle parole a fine partita erano dettate dalla frustrazione di aver toccato pochi palloni”.

Oggi benissimo le due catene di esterni.

“Nel mio pensiero di calcio c’è la voglia di portare terzini sempre al cross, attaccando alla porta. A sinistra lo abbiamo fatto con maggior qualità, ma anche a destra. Sono soddisfatto di tutte le catene, da una parte e dall’altra".

I suoi schemi sembrano andare a buon fine?

“Quelli che non giocavano in questo periodo hanno provato tante situazioni in allenamento e queste poi si sono verificate in partita. In una grande squadra un allenatore deve essere soprattutto bravo ad allenare chi non gioca”.

La sua squadra sta trovando finalmente la continuità che lei invocava?

“Quando giochi tante partite c’è il vantaggio di poter dare condizione fisica a tutti i giocatori. Noi nel precampionato siamo partiti subito con partite complicate e la squadra non aveva assimilato ancora al meglio quello che chiedo. Queste partite però danno forza, ma anche quella con l’Inter te la dà perché non meritavamo di perdere. Siamo forse la squadra che ha preso più pali in campionato, quando crei tanto vuol dire che nella testa dei giocatori qualcosa è entrata”.

Questa Roma può lottare per lo Scudetto?

“All’inizio doveva lottare, dopo due partite invece era quarto e quinto posto. Il campo dirà la sua, le chiacchiere se le portano via il vento. Dobbiamo fare partite concrete come questa, vincere e portare a casa i tre punti”.

A.S.ROMA - VERONA 3-0
Di Francesco: “Florenzi sarà per noi un valore aggiunto in tanti ruoli"

“Per noi sarà un valore aggiunto e vi assicuro che lo sarà in tanti i ruoli, non solo in quello che abbiamo visto oggi”.

È soddisfatto Eusebio Di Francesco e non solo per i tre punti guadagnati contro il Verona: stasera è tornato in campo Alessandro Florenzi e lo ha fatto alla grande, dopo il crociato rotto il 26 ottobre 2016 e due operazioni. Buon ritmo partita sulle gambe, giocate da applausi e, soprattutto, un assist decisivo per il gol del 2-0 di Dzeko.

“Florenzi avevo in mente di schierarlo già con la Samp, ma non abbiamo giocato, mentre la partita contro l’Atletico era più a rischio per l’avversario che avevamo davanti”, ha dichiarato il tecnico giallorosso al termine della gara dell’Olimpico. “Ho visto tanta personalità, è in crescita costante, ha ritrovato quelle sicurezze che dopo gli infortuni aveva perso”.

È stata una Roma bella e convincente quella che si è sbarazzata del Verona. Ad aprire le marcature è stato Nainggolan, al termine di una bella azione in verticale, poi di testa ha raddoppiato Dzeko, che si è ripetuto nella ripresa per il definitivo 3-0

“Queste partite vanno vinte, sono determinanti per ripartire in questo campionato. Dovevamo fare gol in più ma forse ce li siamo tenuti per la prossima partita. Peccato perché certe reti servivano anche per dare maggiore convinzione ad altri attaccanti come El Shaarawy e Cengiz che hanno lavorato tantissimo per squadra e meritavano il gol”.

Stasera si è visto subito l’approccio giusto dall’inizio: come state atleticamente?

“Dal punto di vista atletico si può solo migliorare. Oggi ho cambiato, inserendo cinque calciatori che di solito che non hanno giocato dal primo minuto ultimamente. Se vai in vantaggio di due o tre gol lo svolgimento della gara è poi facilitato, cosa che non è accaduta contro l’Inter. Sono soddisfatto della crescita di questa squadra e delle linee di passaggio che si sono viste. Si è creato tanto ed è quello che volevo sin dall’inizio”.

Ora non volete più fermarvi?

“Non possiamo pensare ad altro, c’è una partita dietro l’altra: la mia testa è già a Benevento, dobbiamo trovare la continuità di risultati. La classifica fa male perché mancano dei punti da poter conquistare (Sampdoria-Roma, ndr)”.

Dzeko ha giocato per la squadra stasera?

“Ha giocato per la squadra. Poteva fare due gol in più, ha avuto tante occasioni. Io sono molto sereno, però: ci siamo chiariti subito, è stato uno sfogo per la sua prestazione di martedì. A volte si parlano di cose che non ci sono. Ci sono partite in cui bisogna soffrire, il calcio è fatto anche di sofferenza. Ho visto squadre vincere contro grandi squadre stando attaccati sotto la traversa, noi invece con l’Atletico abbiamo fatto un ottimo primo tempo e sono soddisfatto di quello che hanno fatto i miei ragazzi”.

Stasera si è visto il tuo gioco?

“C’è stata crescita fisica e poi ho fatto giocare calciatori con caratteristiche differenti. Ho sacrificato per tante partite Defrel in gare non facili, in cui la profondità era difficile da trovare. Oggi la squadra ha invece forzato delle linee di passaggio che appartengono alla mia idea di gioco”.

Quanto è stato importante il rientro di Florenzi?

“Molto, ce lo teniamo stretto. Avevo in mente di schierarlo già con la Samp, ma non abbiamo giocato, mentre la partita contro l’Atletico era più a rischio per l’avversario che avevamo davanti. Ho visto tanta personalità, è in crescita costante, ha ritrovato quelle sicurezze che dopo gli infortuni aveva perso. Per noi sarà un valore aggiunto e vi assicuro che lo sarà in tutti i ruoli, non solo in quello che abbiamo visto oggi”.

Questa è una partita utile a rimuovere quell’alone di scetticismo che c’era attorno alla squadra?

“Fa parte del nostro lavoro e ci accompagnerà sempre, ai primi risultati negativi. Io voglio essere solo essere positivo, cerchiamo di creare entusiasmo attorno a questa squadra. Queste partite ci devono aiutare a portare la gente allo stadio, grazie al modo di giocare, la spensieratezza di far male agli avversari, la voglia di attaccare: questo ci deve contraddistinguere. È con questo modo di giocare che ci toglieremo le nostre soddisfazioni”.

Il gol di Nainggolan in inserimento è una risposta sul campo a quello che ha detto Dzeko l’altra sera?

“Il gol di Nainggolan parte da un concetto molto importante: la capacità di portare più uomini in attacco, con la palla veloce, lo abbiamo fatto ancora poco e ci stiamo lavorando. In questa partita siamo riusciti a essere più aggressivi, recuperando palla più avanti. In questo tipo di inserimenti Nainggolan è molto bravo, come lo sono Strootman e Pellegrini”.

Pellegrini quanto è importante nelle due fasi?

“È un giocatore che ho voluto fortemente alla Roma, perché era un capitale di questa squadra, con me è cresciuto costantemente e ha raggiunto alti livelli. Ha grandi potenzialità, ma deve continuare a lavorare con la grandissima umiltà che lo ha contraddistinto finora”.

Schick può partire titolare contro il Benevento?

“Non credo sia ancora pronto, si è allenato troppo poco con noi”.

A.S.ROMA - ATLETICO MADRID 0-0
Di Francesco: “Alisson è stato determinante”

Una bella Roma per 60 minuti, poi la forza fisica dell’Atletico si è fatta sentire. Ed è lì che è venuto fuori Alisson, autori di grandi parate nel corso dei 90 minuti. Per Di Francesco il portiere brasiliano è stato fondamentale nel punto conquistato questa sera all’Olimpico nell’esordio stagionale in Champions League.

“Alisson è stato determinante oggi e mi auguro che continui a esserlo anche in altre partite”, ha dichiarato il tecnico giallorosso al termine del match. “Le grandi squadre hanno anche grandi portieri e noi ce lo teniamo stretto”.

Sono state diverse le occasioni di passare in vantaggio per De Rossi e compagni, ma anche la squadra di Simeone ha avuto un ottimo Oblak tra i pali che nei primi 45 minuti ha bloccato un tiro potente di Nainggolan.

“Per 60 minuti la squadra ha giocato bene, poi siamo andati in grande sofferenza. Però la mentalità e il modo di giocare nel primo tempo ci sono stati. Non abbiamo buttato mai via via la palla, uscendo con facilità dal basso. A volte abbiamo rischiato pure troppo, in due o tre palle orizzontali rischiose abbiamo dato fiducia agli avversari: questi sono errori che non dobbiamo commettere, la qualità tecnica dei nostri giocatori deve farsi valere".

“Affrontavamo una squadra importante come l’Atletico, abbiamo avuto un po’ di fortuna sul finale: il portiere ha fatto le sue parate, mentre con l’Inter siamo stati sfortunati. Stasera c’è stato un ottimo primo tempo, nella ripresa siamo calati dal punto di vista fisico e nel possesso palla, c’è stata meno qualità. Sono stato costretto a cambiare sistema perché non riuscivamo a contenere le loro folate, ci serviva più equilibrio”.

“Con la tournée non c’è stata grande continuità di allenamenti e forse dobbiamo lavorare ancora di più a livello fisico”, ha concluso Di Francesco. “In campo i giocatori che hanno retto più la partita sono stati per esempio Perotti o Juan Jesus, tutti giocatori che sono con me dal ritiro di Pinzolo, si vede che dal punto di vista fisico hanno qualcosa in più. Poi la crescita si noterà durante l’annata, non è detto che sia per forza negativo non essere al meglio in questo momento. Però valuteremo il tutto e cercheremo di migliorare questa condizione fisica che secondo me è stata determinante”.

A.S. ROMA - INTER 1-3
Di Francesco: “Se c’era una squadra che meritava di vincere era la Roma”

“Se c’era una squadra che meritava meritare di vincere e di stare avanti era la Roma e basta”.

Eusebio Di Francesco ha commentato così la sconfitta per 3-1 allo Stadio Olimpico contro l’Inter. I giallorossi, passati in vantaggio nel primo tempo con Dzeko, si sono visti rimontare dagli ospiti che hanno conquistato i tre punti grazie alla doppietta di Icardi e alla rete di Vecino.

Ma la protagonista del campo, stasera, è stata senza dubbio la Roma.

“Dico che per 70 minuti ho visto una Roma non bella, ma bellissima: sotto tutti i punti di vista”, ha dichiarato il tecnico al termine della partita. “Brava ad aggredire e ad abbassarsi al momento giusto, brava a recuperare palla nella loro metà campo creando difficoltà. Non siamo stati cinici se consideriamo la mole di gioco creata. Ci sono stati sicuramente dei passi in avanti ed è un peccato per il risultato. Ovviamente si penserà soltanto alla sconfitta ora, ma io guardo la prestazione di squadra che è stata eccellente, togliendo gli ultimi 18 minuti”.

Come se la spiega questa partita?

“Palo dentro, palo fuori, ci vuole un pizzico di fortuna che l’Inter secondo me ha avuto: purtroppo c'è stato il demerito di non aver chiuso la partita prima e di aver fatto qualche errore nel primo gol subito. Peccato perché siamo stati una squadra quasi perfetta. Abbiamo tenuto la partita in mano, con un buon palleggio, un’attenta linea difensiva: siamo stati ingenui sull’1-1 che ha cambiato la gara. Il problema di fondo è che abbiamo avuto tante occasioni e non abbiamo fatto gol. Domenica tutti si sono lamentati perché abbiamo giocato male ma vinto, oggi invece abbiamo giocato bene ma non abbiamo vinto. Decidete qual è la cosa giusta, anche se queste sono solo discorsi che vengono portati via dal vento”.

Forse dal mercato servirà più un difensore che un attaccante?

“Stasera non è il momento di parlare di mercato. Fino al 70’ la linea difensiva, che avevo schierato con un centrale mancino come esterno di destra, se l’è cavata benissimo. Quello che non mi è piaciuto è che ci siamo disuniti, abbiamo perso l’equilibrio non potendoci giocare la partita fino alla fine. Non è stato un atteggiamento da grande squadra che dobbiamo avere in quei momenti della gara. Ma se analizziamo quello che hanno fatto in generale i difensori, tranne nell'1-1, per il resto si sono mossi veramente bene. Abbiamo messo tutto quello che dovevamo mettere in campo, non chiudendo la gara che meritavamo di chiudere prima”.

C’è stato un episodio dubbio per un rigore non assegnato a Perotti secondo lei?

“Io dico solo che se non dai rigore in quel caso non devi dare nemmeno angolo, l’assurdità è che è stato dato l’angolo. Era sull’1-0 per noi e certe cose determinano lo svolgimento delle gare”.

Cosa le ha detto Spalletti a fine gara?

“Luciano mi ha detto che se avessi fatto gol nelle occasioni dei tre pali avrei vinto la partita. Ha detto una sacrosanta verità. Ha però ragione la squadra che vince e che fa gol. Dobbiamo leccarci le ferite e ripartire da questi atteggiamenti, da come abbiamo tenuto la palla, da come abbiamo aggredito gli avversari”.

Quanto può crescere ancora questa squadra? Forse bisogna lavorare sul blackout che c’è stato negli ultimi minuti?

“Hanno messo tutto quello che dovevano mettere in campo. Come ho detto ai ragazzi, negli ultimi 15 minuti dovevamo avere la capacità di restare in equilibrio, ricreando delle situazioni pericolose. Prendendo il secondo gol, poi, l’Inter a livello di testa ha guadagnato tanto ed è stata brava a ripartire in contropiede per farci male”.

Atalanta - A.S. Roma 0-1
Di Francesco: “Abbiamo dimostrato una mentalità da grande squadra”

Una vittoria importantissima, per partire con il piede giusto: la Roma conquista i primi tre punti della stagione al match di esordio della Serie A 2017-18, sul difficile campo dell’Atalanta.

“Ho visto una squadra che aveva il desiderio di portare a casa i tre punti: questa è una mentalità da grande squadra. Spesso quelle che stanno davanti portano a casa vittorie sporche, questa è stata così. So che può ancora crescere questa squadra”, le parole di Eusebio Di Francesco al termine del match.

“Oggi avevo chiesto carattere rispetto all'ultima uscita nel precampionato. L’anno scorso qui hanno vinto in poche, la stessa Roma aveva perso. L’Atalanta riesce sempre a fare questo forcing impressionate, dovevamo essere più bravi nel palleggio e nel possesso palla. Capisco però che all’inizio la condizione non è al massimo e il fatto di non aver presto gol e di aver lavorato come ho chiesto io mi ha dato grandi soddisfazioni. Se palleggi meglio ti abbassi di meno, ma al di là dell’altezza della squadra io ho visto una formazione corta in tutte le situazioni con grande voglia di soffrire. Vi posso assicurare che la capacità di soffrire è il grande salto di qualità che può fare la squadra”.

Qualche errore l’ha fatta infuriare?

“Meglio che non facciamo rivedere le mie arrabbiature in panchina. Io credo che al novantesimo, con l’esperienza che abbiamo in campo, non si può battere una punizione e darla al loro portiere per farli ripartire. Ci serviva malizia e noi ce l’abbiamo grazie ai nostri giocatori di livello internazionale: hanno la possibilità di fare una giocata e di tenerla lì, cosa che fa la differenza. Non siamo stati bravi a gestire certi palloni. Però nel complesso abbiamo preso subito le loro misure, siamo stati bravi ad offenderli e a prenderli alti. Abbiamo dimostrato di non aver paura”.

La preoccupano le poche occasioni da gol create?

“Io credo che l’Atalanta abbia preso solo un palo nel secondo tempo, vuol dire che la squadra ha giocato bene. I nostri avversari ci hanno creato difficoltà negli errori commessi da noi, c’è stata poca qualità nella manovra, troppi errori tecnici. In questo senso noi possiamo fare meglio. Le occasioni in cui poteva sfruttare meglio la palla, poi, ci sono state. Sono sereno e perché oggi sono più bravo a difendere che ad attaccare. Da domani sarò anche più bravo ad attaccare”.

Ci è rimasto male per lo scetticismo che c’è stato in questa settimana?

“No, so il lavoro che faccio, ci momenti in cui si è incudine e in altri si è martello. Io ho una dote interiore: l’equilibrio. E spero che questa sia anche forza della mia squadra. Nel precampionato abbiamo fatto ottime cose e all’ultima partita ho fatto scelte per tutelare giocatori che dovevano scendere in campo oggi. Questo giudizio è stato orientato alla totalità, ma qui è cambiato allenatore, io ho un’altra mentalità, cerco di portare una squadra che ha sempre voglia di giocare. Dobbiamo migliorare, ma io voglio questo: una squadra aggressiva e corta, cosa che abbiamo fatto, tranne negli ultimi minuti in cui abbiamo sofferto e loro ci hanno messo all’angolino. Ma onestamente questo stadio ti crea sempre difficoltà negli ultimi 20 minuti, ti mettono nella tua metà campo e hanno questa capacità di spingere. Dovevamo essere più bravi a partire con qualità”.

“Vi amo”: la lettera di Totti ai tifosi
By Francesco Totti, 28 mag 2017

Il commovente discorso del Capitano ai tifosi al termine di Roma-Genoa, la sua ultima partita in maglia giallorossa.

Grazie Roma, grazie a mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici.

Grazie a mia moglie e ai miei tre figli.

Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe.

È impossibile raccontare ventotto anni di storia in poche frasi.

Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di scriverle e ho cercato, in questi anni, di esprimermi attraverso i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice, sin da bambino.

A proposito, sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone ovviamente! Lo è ancora.

Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso.

Maledetto tempo.

È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte.

Mi viene ancora la pelle d'oca a ripensarci.

Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell'erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l'adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”.

Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno.

Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire…e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai…

Stavolta non era un sogno ma la realtà.

E adesso non posso più riprenderlo, il filo.

Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che ormai sono cresciuti e forse sono diventati padri e a quelli di oggi che magari gridano “Tottigol”.

Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare.

Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta.

La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai.

Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile.

Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà "dopo".

Concedetemi un po' di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura.

Ora è il momento di ringraziare tutti i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni.

I tifosi e la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti.

Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore.

Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi.

Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo.

Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore.

Vi amo
Francesco Totti

A.S.ROMA - JUVENTUS 3-1
Spalletti: “Tignosi e lucidi: abbiamo dimostrato il nostro valore”

Una Roma tignosa, lucida, che ha dimostrato tutto il suo valore. I tre gol in rimonta alla Juve regalano ai giallorossi il controsorpasso sul Napoli: una prestazione di livello contro la squadra capolista del campionato.

“Quando devi vincere le partite e hai un avversario forte come il Napoli dietro diventa difficile far fronte a certe complicazioni”, ha dichiarato il tecnico giallorosso al termine del match dell’Olimpico. “Abbiamo fatto una buona partita stasera, avevamo diverse defezioni: stasera abbiamo giocato da squadra tignosa, che delle volte ha dovuto cambiare qualcosa, sapendo soffrire con durezza. Siamo stati lucidi, con la testa nella partita per raggiungere l’unico obiettivo che ci interessava: vincere questa partita”.

Dopo il vantaggio di Lemina, la Roma ha trovato il pareggio con De Rossi, per poi sorpassare gli ospiti nella ripresa grazie alle conclusioni di El Shaarawy e Nainggolan. La festa dello Scudetto della Juve al momento è rimandata.

“Ce lo eravamo detti pima ella partita, non era solo importante la vittoria. Volevamo dimostrare le persone che siamo, far vedere che abbiamo la perseveranza nel ribaltare sempre le situazioni, che sappiamo lavorare credendo di poter raccogliere un obiettivo prima o poi. Anche se per ora non vale niente, ti rimane viva la possibilità di arrivare secondo dietro degli avversari che hanno dentro lo stomaco quell’animaletto che tutte le volte che ci giochi contro viene fuori e ti fa vedere che persone sono. Aver vino questa partita qui è un premio al valore delle nostre persone. Secondo me Banti stasera ha arbitrato in maniera importane. Ha utilizzato lo stesso metro di valutazione, facendo comprendere quale fosse il taglio del suo arbitraggio”.

Ci dà un giudizio sulla partita di Perotti?

Lui è un giocatore che ha bisogno di prendere palla sui piedi e ha bisogno di spazio per puntare l’avversario e quando gli chiedi di fare qualcosa di diverso non lo metti a suo agio. Ha fatto una partita buona ma di livello inferiore rispetto al suo livello, cosa che si è notata dalla faccia che aveva quando è uscito. Bisogna essere bravi prendersi delle responsabilità. Le sue qualità sono delineate, non lo metti a suo agio se lo mandi a giocare nello spazio tra centrocampo e difesa avversaria non lo metti a suo agio, se invece porta palla e prende velocità diventa un casino. Ha fatto meno di quello che sa fare ma la sua è stata una grande partita di impegno e sacrificio per la squadra. Mentre Salah la prende la palla tra le linee, sa girarsi e parte lungo dieci metri dietro al centrale opposto, anche a lui piace partire dall’esterno e rientrare sul sinistro perché ha visto che fa tanti gol: schierato avrebbe fatto fare forse molti più gol a Dzeko, ma vallo a schierare lì e poi vede la sua reazione (ride, ndr)”.

Vuole mandare un messaggio sul suo futuro ai tifosi?

“Queste due partite sono da vincere assolutamente e in questo momento è meglio avere una visuale lucida sena buttare polvere negli occhi parlando di futuro e di contratti, come ci siamo già detti nello spogliatoio. Quella polvere rischierebbe di farci vedere meno chiaro, serve la vista lucida sull’obiettivo delle ultime due partite. Nello spogliatoio si è parlato solo della partita di questa sera, come coprire le loro linee di passaggio, come difendere andando in avanti. Abbiamo faticato nella prima parte del match, non abbiamo dato palle pulite ai nostri attaccanti, ci hanno costretto ad alzare la palla, a buttarla e così che con il tridente composto da Perotti, Salah ed El Shaarawy non ne prendevamo una. I nostri professionisti sono stati bravi a sciogliere il bandolo della matassa stasera: non era facile”.

MILAN - A.S.ROMA 1-4
Spalletti: “Serviva una reazione: grandissima partita”

“La squadra ha fatto una grandissima partita”. La Roma torna in pista, si riprende il secondo posto vincendo 4-1 in trasferta contro il Milan. Era questa, secondo Luciano Spalletti, la reazione che ci voleva dopo il Derby.

“Non ci sono altre strade, quando fai questo lavoro qui non ti puoi nascondere”, ha dichiarato il tecnico giallorosso dopo il match del Meazza. “C’è da prendere sempre il toro per le corna. Serviva una reazione, perché le partite si perdono, tutti giorni si deve parlare con i calciatori. Non ci si può nascondere, altrimenti i calciatori e ne accorgono subito: bisogna parlare in maniera seria e corretta con persone altrettanto serie e corrette che si rendono conto di tutto. Abbiamo sofferto in qualche occasione, sotto la metà campo nostra abbiamo lasciato loro il palleggio, ma la squadra è rimasta compatta e corta”.

Si parla di Totti: c’è la delusione per il mancato ingresso in campo, c’era uno striscione degli avversari per un mito vivente. Poteva forse farlo entrare?

“Era possibile. A me sembrava però che la squadra avesse rincorso molto e io avevo messo El Shaarawy come giocatore offensivo, perché ci serviva di far gol e sul 2-0 non ero tranquillo. Ho visto partite in cui abbiamo preso in pochi minuti: la squadra era un po’ affaticata. Non so che dire, mi dispiace. Quando lo metto agli ultimi cinque minuti dite che lo prendo in giro ed è mancanza di rispetto, troviamoci d’accordo con tranquillità su quello che devo fare. La partita era ancora viva e loro tentavano di fare l’assalto con gli attaccanti. Se sono l’unico a vederla così forse avete ragione voi, ma ho preso le offese anche quando ha giocato cinque minuti. Quando sono venuto ho fatto un discorso: io non devo gestire la storia di Totti, io devo gestire il calciatore. La scorsa stagione lui è stato bravo a sfruttare i suoi momenti e ha finito benissimo, ma io non so come fare in questi casi. La mia società è lì che guarda e ha bisogno di rimanere viva per questa possibilità di restare secondi. Mi dispiace, la prossima volta ci starò più attento”.

Eri preoccupato per la tua squadra dopo la sconfitta nel Derby?

“Ero preoccupato, sì. A Roma si vive una grande passione che in alcuni momenti può creare difficoltà a gestirla: a mandare tutto all’aria ci vuole poco. Gli assalti che riceviamo sono di quelli forti, extra large e allora riuscire a fare ragionare i calciatori a volte non è facile. Come ho sempre detto, ho a che fare con una squadra che ha dentro degli uomini. Ci si parla in maniera chiara e non c’è da girarci intorno: dobbiamo vincere la partita anche perché altrimenti sarebbe quasi impossibile competere con il Napoli. Nell’ultima sfida abbiamo preso troppe ripartenze, quindi stasera ci siamo detti “lasciamoli entrare”, quando non ci restiamo a casa nostra per lasciare la linea difensiva a metà strada. Poi siamo stati bravi a recuperare molti palloni e siamo ripartiti bene, anche se sul 2-0 siamo stati un spreconi. Se non avesse fatto gol El Shaarawy stasera sarebbe diventata una partita difficilissima secondo me”.

A.S.ROMA - LAZIO 1-3
Spalletti: “Ora la Roma deve ritrovare le sue qualità”

“La Roma ora deve ritrovare le sue qualità, deve avere la solidità mentale. Serve la testa sul pezzo sulle scelte che facciamo, senza entrare in confusione. Ci è successo di perdere delle partite, ma ci siamo riorganizzati, siamo ripartiti e abbiamo fatto vedere le nostre qualità, che sono chiare dalla classifica che abbiamo”.

Così Luciano Spalletti ha analizzato la sconfitta per 3-1 contro la Lazio, nel Derby di ritorno di campionato. Dopo il vantaggio firmato da Keita, la Roma ha trovato il pareggio al termine dei primi 45 minuti con De Rossi su rigore. Nella ripresa, poi, gli uomini di Inzaghi hanno segnato le altre due reti con Basta e sempre con Keita.

“Sono gli episodi che hanno determinato questa brutta prestazione della Roma”, ha proseguito l’allenatore giallorosso. “Abbiamo cominciato bene e fatto la partita che avevamo in programma di mettere in pratica, ma loro alla prima volta in cui sono venuti giù hanno fatto gol. In due episodi poteva passare in vantaggio noi, ma dopo il loro vantaggio abbiamo subito il contraccolpo e abbiamo cominciato a pensare che non fosse la nostra partita, che non avessimo il destino dalla nostra parte. Abbiamo sbagliato qualche pallone in più e la partita è diventata aperta: non siamo più riusciti a essere la squadra che conosciamo”.

“Nella ripresa abbiamo deciso di cambiare (con Peres, ndr): Rudiger spingeva ma me lo trovavo sempre a metà strada, lì in alto: non riusciva a spingere fino in fondo e non tornava utile in fase difensiva. Ci siamo schierati quindi a tre perché loro nelle ripartenze diventavano pericolosi, ma alla seconda volta in cui sono venuti giù abbiamo preso gol con una deviazione”.

“Oggi bisogna ingoiare tutte le analisi che vengono fatte su di noi: abbiamo perso la lucidità, abbiamo fatto probabilmente delle scelte sbagliate in alcuni momenti. Noi abbiamo avuto più occasioni pulite per fare gol rispetto a loro, ma anziché pescare deviazioni abbiamo trovato le parate del portiere. Questo ha fatto la differenza. Ovviamente poi dopo la loro rete si è abbassata la nostra autostima e il disegno di calcio da proporre. La partita però si è incasinata per il contraccolpo”.

PESCARA - A.S.ROMA 1-4
Spalletti: “Una delle vittorie più importanti della stagione”

“Quella di oggi è stata una delle vittorie più importanti della stagione”.

Quattro gol al Pescara regalano alla Roma la vittoria e un margine di quattro punti sul Napoli terzo in classifica. Luciano Spalletti ha trovato tutte le risposte che cercava nel match dell’Adriatico.

“Avevamo bisogno dei tre punti e di trovare autostima e convinzione. I ragazzi hanno fatto una partita eccezionale”.

Strootman e Nainggolan nel primo tempo, doppietta di Salah nella ripresa, a pochi minuti dal termine la rete di Badeli che ha fissato il risultato sull1-4: la prestazione dei giallorossi è stata convincente dal primo all’ultimo minuto.

“Il secondo posto è un traguardo che questi calciatori meritano. È chiaro che mancano cinque partite, dobbiamo fare risultati importanti, abbiamo confronti di grandissimo livello con squadre di grandissima qualità. Il Napoli fa vedere di essere un avversario temibilissimo sotto tutti gli aspetti: l’importante è arrivare a certi impegni con la nostra forza, la nostra tranquillità e la consapevolezza dei mezzi che abbiamo, grazie ai quali possiamo giocarci qualsiasi risultato contro chiunque”.

Dopo l’eliminazione in Coppa Italia il Derby vi offre ancora più motivazioni?

“Sono quelle partite in cui non serve metterci il dito, i ragazzi riusciranno a trovare le motivazioni: sarà una partita importantissima”.

Dzeko si è arrabbiato per il cambio? Ci ha parlato? Perché l’ha cambiato?

“Sono entrato nello spogliatoio, ho salutato tutti e ci siamo baciati. Dalle immagini è sembrato un po’ arrabbiato. Il cambio c’è stato per questo: essendo l’unico centravanti che ho non voglio perderlo. Abbiamo il Derby, poi il Milan e la Juventus. Non posso giocare senza Dzeko perché è il mio centravanti da tutto l’anno. Volevo togliere anche altri, però ho dovuto sostituire Emerson e Paredes, altrimenti avrei cambiato anche ed El Shaarawy: ne ho pochi lì e ho bisogno di gol”.

La Roma è a più quattro dal Napoli, la vostra stagione è quasi perfetta: questo traguardo quanto può influenzare il suo futuro?

“Arrivare secondi è un risultato eccezionale. Di queste partite qui come contro il Pescara ho sempre paura. Hai tutto da perdere, mentre gli altri hanno tranquillità mentale e freschezza fisica. Diventa difficile, fanno tante ripartenze, ti illudi di essere padrone, vai troppo a mordere e pressare e ti fanno gol. Due o tre situazioni pericolose le abbiamo dovute subire. È uno dei risultati più importanti della stagione ed era fondamentale per noi.

BOLOGNA - A.S.ROMA 0-3
Spalletti: “I nostri sono stati perfetti”

“I ragazzi si sono comportati da professionisti: sono stati perfetti”. Luciano Spalletti ha commentato così la vittoria per 3-0 in casa del Bologna. I giallorossi, nella settimana dell’eliminazione dalla Coppa Italia, hanno reagito conquistando i tre punti grazie ai gol di Fazio, Salah e Dzeko.

“Dobbiamo fare i complimenti alla squadra, hanno assorbito bene questo contraccolpo, si sono allenati con il ghigno, nella maniera corretta e sono venuti a giocare questa partita in un momento particolare, con la temperatura che oggi ti spezzava in due le gambe”.

Ci credete ancora all’aggancio alla Juventus?

“Noi dobbiamo fare il meglio possibile, abbiamo un trittico molto difficile, delle partite che sulla carta possono sembrare più abbordabili e altre che dovremo lottarcele, ma dobbiamo sempre mettere in campo la nostra qualità e la nostra forza: bisognerà abituarci ad avere un rendimento costante”. 

Oggi ogni volta che conquistavate palla riuscivate sempre a trovare vantaggio nel campo con grande personalità.

“Sono d’accordo, soprattutto a centrocampo. Con due esterni più forti in fase difensiva non dovevamo subire le ripartenze dei loro esterni offensivi che sono tutti di qualità. Era questo il rischio: bisognava gestire bene e fare la fase difensiva bene per dare un equilibrio alla squadra senza mai farci trovare in difficoltà. Eccetto due palloni con cui hanno scavalcato siamo stati perfetti, Rudiger e Jesus in quelle due posizioni hanno fatto una grande partita”.

Oggi c’è stata qualità e quantità: è segno del tuo grande lavoro in questa stagione straordinaria con poche pecche. Cosa devi fare di più per restare?

“Abbiamo sette partite che possono determinare la classifica e possono darti tutto. È chiaro che facendo bene in queste sette partite l’annata prenderebbe un sapore diverso, nonostante quelle sconfitte dolorose. A vederle in televisione hanno un peso, a portarle sulle spalle da allenatore ne hanno un altro, soprattutto quella arrivata in settimana. È chiaro che ci sono moltissimi lati positivi in questa stagione. Però dobbiamo fare benissimo queste ultime sette partite e tirare le somme. La cosa importante è vedere quanti punti abbiamo fatto nei confronti di Juventus, Milan, Inter, Napoli da quando sono arrivato qui. Molte cose sono state fatte bene, dobbiamo fare dei miglioramenti nel carattere, però”.

Nel Derby ha detto di non aver alzato forse abbastanza la tensione. Lo confermi?

“Li conosco bene i miei ragazzi, hanno giocato tante partite e la tensione si può abbassare in certi momenti. Bisogna continuare a credere di non essere stanchi e che si possa vincere, nonostante gli avversari. C’è da mantenere una testa lucida e forte sul pezzo: in una stagione come questa non è facile. Quindi dal punto di vista mio andava caricata ancora di più come partita quella di martedì scorso”.

A.S.ROMA - EMPOLI 2-0
Spalletti: “Vittoria importante in vista del Derby”

“Martedì sarà una sfida fondamentale per la nostra stagione. Stasera era importante vincere, se non avessimo conquistato i tre punti oggi, con che spirito saremmo arrivati a motivare i ragazzi per il Derby? La preparazione al match sarebbe stata più difficile”.

Tre punti fondamentali nella corsa alla vetta: grazie ai due gol di Dzeko, che con 33 reti stagionali è entrato nella storia della Roma, i giallorossi hanno trovato la giusta carica per prepararsi al ritorno della semifinale di Tim Cup contro la Lazio in programma martedì.

“Abbiamo fatto un primo tempo sotto il nostro solito livello”, ha dichiarato Spalletti al termine del match dell’Olimpico. “L’Empoli grazie alla velocità del gioco e alla qualità del palleggio ha fatto meglio di noi, però non parlerei di vittoria sporca ma di primo tempo in cui non abbiamo giocato bene. Nel secondo abbiamo fatto la partita e il risultato che ci vede vittoriosi non fa una piega”.

Cosa si augura per Napoli-Juve?

“Anzitutto dovevamo far bene noi vincendo, qualcosa abbiamo guadagnato di sicuro stasera. Domani mi guardo la sfida, sono squadre forti con calciatori e allenatori con giocate e sistemi di gioco importanti, poi si vedrà dopo il fischio finale come è andata”.

Dzeko ha detto che anche se vincete non è detto che Spalletti rimanga. Cosa ne pensa?

“Il rapporto con i calciatori è mio e non è vostro. Ora si tenta di dire che con questo argomento sul mio futuro rischia di mettere i bastoni tra le ruote alla squadra, ma non è affatto così. Se io ora facessi il bilancio pensando già all’anno prossimo metterei veramente i bastoni tra le ruote alla squadra rispetto a quello che ci siamo sempre detti tra noi. Voi non sapete cosa ho detto alla squadra la prima volta che sono entrato nello spogliatoio, non sapete cosa ho modificato durante il risultati fatti lo ascoso anno, non sapete cosa ho detto quest’anno sugli obiettivi in base alla forza e ai risultati della squadra. Voi non potete dire nulla e non potete trarre conclusioni. È una questione di coerenza: è ora il momento di tentare tutto, siamo usciti dall’Europa League in cui si poteva fare di più e bisogna pensare a ora, non c’è altro tempo. Io non penso al prossimo contratto, io ho detto ai ragazzi che siamo una squadra forte e loro lo sanno. Dico le cose vere, ho sempre detto che sono forti e che debbono ambire a vincere e che se non si vince è colpa nostra. E se non si vince io devo prendermi per primo le responsabilità. Ora siamo al dunque, abbiamo una partita fondamentale in cui loro sono in vantaggio, sono bravi e se la sono preparata bene: però martedì vediamo. Io ci arrivo parlando in questa maniera qui. Io ho detto loro che sono forti e devono vincere e se non vinciamo è giusto che io possa anche pensare di farmi da parte: perché loro hanno la qualità per vincere e si vede che io non ho lavorato a tal punto da prendere tutte le qualità dei miei ragazzi”.

Come sta la squadra a livello fisico?

“Secondo me si riuscirà a recuperare. Ho avuto Strootman fuori e martedì sarà della partita, Paredes che si sente in grande condizione e se non recupera De Rossi la partita di stasera a Leandro ha fatto bene per pensare di poter essere schierato, Bruno Peres più lo fai correre più sta bene, El Shaarawy ha corsa e disponibilità, Grenier ha fatto una grande partita, ha collegato i reparti grazie al palleggio coto e l’attacco alla profondità: nel secondo tempo la partita l’abbiamo messa a posto grazie al suo ingresso; Dzeko ha fatto due gol ed è con il morale alle stelle, bisogna recuperare Fazio, capire qualche affaticamento, però ci arriviamo bene”.

A.S.ROMA - SASSUOLO 3-1
Spalletti: “Oggi i ragazzi hanno reagito da campioni”

“Non era facile avere una reazione così, è stata da grandi calciatori, da campioni, da professionisti veri”.

Luciano Spalletti ha elogiato la prova dei suoi ragazzi contro il Sassuolo: i giallorossi hanno avuto la meglio sulla squadra allenata da Di Francesco rimontando l’iniziale svantaggio e fissando il risultato sul 3-1.

“Dopo la sfida contro il Lione rischiavamo di risvegliarci senza niente in mano e invece avevamo tutto: il valore della squadra. Se la squadra si riorganizza subito riesce a ritrovare senza dubbio le vittorie che possono riportarti a giocare quelle competizioni. La cosa fondamentale era che la squadra riproponesse il livello di calcio mostrato l’altra sera, in cui ha posto l’asticella alta: volevamo ripetere quel genere di prestazione”.

Tre gol, firmati da Paredes, Salah e Dzeko, per trovare la vittoria prima della pausa delle nazionali.

“Stasera i ragazzi si sono fatti trovare pronti, hanno avuto una reazione corretta. I pensieri si erano fatti tutti. I nostri avversari hanno una squadra con tanta velocità, che gioca l’uno contro uno sulle fasce. Dobbiamo dare il merito a questi ragazzi di aver rimesso a posto la situazione. Strootman è stato un gigante stasera, soprattutto considerando che ha giocato quel tipo di partita anche giovedì”.

“Quando si parla della Roma tutti dicono alla stessa maniera: la Roma deve vincere. Chiunque dice che a Roma c’è tutto per vincere. Oggi abbiamo rischiato molto, perché loro davanti hanno una velocità incredibile e nel primo tempo mi hanno impressionato. Contro il Sassuolo non avevamo mai vinto. Se perdi la partita stasera non diventano solo degli episodi andati male, ma diventa un periodo. Il mio contratto di cui si parla non conta niente, né per me, né per la Roma. Questo può diventare uno stimolo: se si vince bene, se non si vince è giusto andare”.


PALERMO - ROMA 0-3
Spalletti: “Abbiamo bisogno di tutta la rosa”
Non è stata una partita facile ma abbiamo calciatori che ci devono accompagnare nella maniera giusta verso la fine della stagione. Abbiamo bisogno di tutta la rosa”.

Così Luciano Spalletti ha commentato la vittoria di questa sera a Palermo, ottenuta cambiando sei calciatori su undici rispetto alla partita di giovedì sera a Lione.

I giallorossi hanno trovato il vantaggio al 22’ con Stephan El Shaarawy e il raddoppio al 76’ con Edin Dzeko, giunto a quota 20 gol in campionato e 30 in stagione. Il 3-0 è arrivato nel recupero con Bruno Peres.

“Dzeko ha fatto bene quando è entrato. Aveva ancora un po’ di tossine dall’ultima partita. È fisiologico che chi ha giocato giovedì non abbia recuperato del tutto”.

A un certo punto avrebbe voluto fare entrare Totti, cosa lo ha fermato?

“Mentre si scaldava ha avvertito un problema. Mi ha detto ’Sento un fastidio alla schiena’ e ha preferito non entrare”.

Tra primo e secondo tempo ha cambiato la disposizione del centrocampo. Paredes ha fatto un po’ di fatica a coprire il campo con la linea a quattro?

“Le intenzioni oggi erano di trovare tra le linee Salah ed El Shaarawy e far loro puntare i centrali difensivi,  con i nostri esterni che portassero fuori i loro terzini. Si poteva fare anche meglio. Leo ha delle caratteristiche precise ma deve ancora far vedere in quali condizioni le esprima al meglio. Ha un piede come pochi ne hanno in giro. Quando c’è da difendere dovrebbe migliorare di qualche metro nel coprire le distanze”.

Grenier può diventare un sostituto di Nainggolan?

“È un po’ il suo ruolo quello di poter giocare tra le linee, a saltare addosso al mediano. Conosce bene i tempi del pressing ed è difficile che la palla la dia agli avversari. Riesce sempre a dare seguito ai palloni che gli passano dai piedi.”

La Roma ha sei punti in più della scorsa stagione. Si aspettava che anche la Juventus facesse registrare lo stesso incremento?

“Noi speriamo sempre che la Juventus cali prima o poi, ma è un obiettivo mobile, che si allontana sempre. Noi siamo contenti di quello che stiamo facendo. Come probabilmente lo è anche il Napoli. Loro sono fortissimi, ogni volta che sembrano in difficoltà tirano fuori tutta la forza della squadra vincente. Noi dobbiamo pensare a fare passo dopo passo senza guarda l’obiettivo finale. Il passo giusto ora ti mette in condizioni di fare bene anche nel passo successivo”.

Prima di questa sfida erano arrivate le dichiarazioni di James Pallotta.

“Le dichiarazioni del Presidente sono giuste. Sono io che gestisco la squadra e ne sono responsabile di cosa succede. Se tocca me va tutto bene, se toccasse i giocatori gli risponderei. Aggiungo che mi dispiace vedere il Palermo così in basso. Fuori dall’hotel c’erano tanti tifosi e non c’è stato un solo insulto, siamo stati accolti benissimo. Hanno uno stadio bello, con una copertura sarebbe perfetto e un pubblico eccezionale che ha applaudito alla fine della partita”.

ROMA - NAPOLI 1-2
Spalletti: “Questo periodo va affrontato con la giusta mentalità”

“Abbiamo un periodo di partite ancora importante e determinante, da affrontare con la giusta mentalità”.

Luciano Spalletti ha commentato così la sconfitta interna per 2-1 contro il Napoli.

“Nel finale di partita si è visto che la squadra ha avuto un comportamento totalmente diverso: io non ho nessun vantaggio a dire che i miei calciatori sono stanchi, per me quindi non è così e lo hanno fatto vedere negli ultimi minuti della sfida. Secondo me parlare di stanchezza peggiora la situazione, sono quindi discorsi nei quali non voglio essere coinvolto”.

La reazione nel rush finale del match ha portato al gol di Strootman che ha accorciato le distanze, ma i giallorossi non sono riusciti a trovare il pareggio anche grazie a un miracolo di Reina in controtempo sul tiro deviato di Perotti.

“Loro sono stati molto più bravi nella velocità e nel far girare palla nel primo tempo. Non siamo mai riusciti a incastrarci tra le loro linee e a innalzare i ritmi della partita affinché loro non ritrovassero le posizioni negli spazi in cui ci hanno fatto penare per riconquistare la palla. Quando gli altri sono bravi a girare la palla ti ammucchiano e ti tolgono la lucidità per fare i passaggi utili a liberare l’uomo. Nel primo tempo, quindi, i nostri avversari hanno meritato il vantaggio perché sono stati i più bravi, ma nel secondo è stata tutta un’altra partita e c’è stata anche un po’ di casualità”.

Sembrava che avessi trovato il sistema di gioco migliore per questa squadra, ma dopo una grande partita a Milano con la Lazio avete perso in modo netto e oggi per 60 minuti non si è vista la solita Roma. Cosa è successo?

“Mercoledì non abbiamo perso in modo netto, non abbiamo fatto benissimo e i nostri avversari sono stati bravi a sfruttare le loro qualità. Oggi nel primo tempo non siamo stati coraggiosi nel tentare qualche giocata volante o veloce, per trovare l’uomo fra le linee. E loro ci hanno creato difficoltà nel riconquistarla per tutto il primo tempo. Quando nella ripresa abbiamo fatto più uno contro uno, senza fare troppe coperture, si è allora vista una squadra con uno spirito diverso e che aveva una fluidità e una forza fisica differente”.

Salah in panchina è stata una scelta tattica?

“Sì, in base alle ultime due partite che aveva giocato ho deciso di dare più spazio a Perotti ed El Shaarawy. Tutta colpa mia se c’è stato qualcosa di sbagliato. E loro secondo me hanno fatto abbastanza bene, non sono stati aiutato dalla squadra perché non siamo stati corti e non siamo saliti abbastanza con la linea difensiva. I ragazzi hanno fatto quello che dovevano fare. A volte si incide di più, a volte meno. Il risultato non c’è stato ma l’impegno non è mancato”.

Forse manca un po’ di qualità in difesa quando le squadre vi vengono a prendere alte?

“Sì, oggi anche Fazio che ha più qualità ha trovato meno spazio per giocare. Loro ti vengono ad aggredire bene e ti portano tutta la squadra addosso. Spesso, a causa del loro pressing, non ci siamo riallungati per bene e abbassati con i trequartisti per metterli in difficoltà tra le linee. Abbiamo avuto difficoltà e abbiamo sempre giocato la palla male. Non siamo stati tranquilli, coraggiosi e precisi. Da questo punto di vista c’è da migliorare”.

Discorso Scudetto definitivamente chiuso?

“Lo scudetto dipenderà dalla Juventus, ma è un discorso tosto e molto duro. Quando esci sconfitto da questi scontri diretti si ribaltano il morale e l’entusiasmo. La squadra è forte, il Napoli è forte, noi siamo altrettanto forti e le partite problematiche sono ancora tante. C’è da giocare, ragionare nella maniera giusta, rendersi conto della situazione che si vive, affrontando i problemi in maniera professionale con coerenza e con competenza”.


INTER - ROMA 1-3
Spalletti: “Stasera la Roma ha vinto meritatamente”

“Stasera ha vinto la Roma meritatamente”. Spalletti non ha dubbi, la prestazione dei suoi è stata superiore a quella dell’Inter. Tre gol, di cui due bellissimi di Radja Nainggolan e uno su rigore di Perotti, hanno regalato ai giallorossi tre punti preziosissimi nella difficile trasferta di San Siro.

“Per tutta la settimana si è parlato di rigori a favore o contro. L’Inter è una grandissima squadra, dalla mentalità vincente. Ma ci sta di perdere una partita. La Roma ha fatto una buona gara e non ha rubato niente”.

“L’Inter gioca un buon calcio. La sfida che hanno perso contro la Juventus li ha visti mettere in difficoltà i bianconeri. Stasera mancava Miranda, poi. In alcuni momenti ci hanno messo un po’ in difficoltà. Che potesse giocare Perisic su tutta la fascia lo sapevamo anche perché Dzeko, che ci ha giocato insieme al Wolfsburg, ce lo ha detto. Juan Jesus non doveva spingere, come ho chiesto io, e ha fatto una partita straordinaria: in quel buco lì davanti doveva farci andare Nainggolan per far uscire Murillo, per lasciare più solo Dzeko in area di rigore. Questa è stata la tattica della nostra partita”.

L’Inter veniva da nove vittorie, voi avete dimostrato tanto equilibrio in difesa e tre gol per voi.

“È stata una bella partita, abbiamo meritato di passare in vantaggio e di fare il secondo gol. Non abbiamo gestito benissimo in alcuni momenti il possesso palla restituendola troppo velocemente, però oggi è stata una grande dimostrazione”.

Ci spiega la mossa di Juan Jesus?

“Non è una mossa, dovevo scegliere tra Juan Jesus e Mario Rui. Ma visto che Candreva è uno fisico e veloce e a Mario Rui ho fatto fare 90 minuti in Coppa, serviva più fase difensiva. Jesus ha anche spinto, ma gli ho chiesto solo di arrivare fino a un certo punto”.

Due grandi gol di Nainggolan: che altro dire?

“Lui è questo qui, riconosce nella partita di pallone il massimo del godimento della sua vita. Lui ha qualità da animale”.

Fazio ormai comanda la vostra difesa.

“Io l’ho seguito quando ero allo Zenit di San Pietroburgo. In questa stagione c’era solo il dubbio sul perché non avesse giocato. Ma Perotti, suo grandissimo amico, ci ha detto che stava bene fisicamente. Non abbiamo avuto dubbi: la conoscenza veniva da lontano, sia da parte del mio staff, sia da parte degli osservatori della Roma. Mostra forza e ha grande personalità. Potrebbe giocare anche mediano, non gli brucia affatto la palla quando deve impostare. Ha anche corsa, è gigante ma ha un passo lungo e arriva sempre sull’avversario”.

Possiamo dire che la svolta della Roma è la solidità mentale? Non tutti riescono ad abbinare bel gioco a risultato.

“Ci sono tante squadre che giocano un bel calcio in Italia, come l’Inter. Noi abbiamo pensato a strutturare meglio la fase difensiva in questa stagione anche perché a centrocampo non giriamo bene la palla come l’anno scorso. A volte velocizziamo troppo e scegliamo male, non abbiamo un possesso palla come quello dello scorso anno, ci succede di darla all’avversario”.

Ha insegnato lei a tirare i rigori così a Perotti?

“Dovete vedere quando si prende di punta con i nostri portieri ad allenarsi. Aspetta l’ultimo secondo. Fino a dieci centimetri dall’impatto dal pallone, non sa ancora dove tirare. E il portiere in quel caso non ci arriva più”.


A.S.ROMA - TORINO 4-1
Spalletti: “Non deve essrci altro pensiero: fare gol e vincere le partite”

La Roma continua a vincere a suon di gol: dopo la vittoria contro il Villarreal in Europa League anche in campionato è arrivato un poker, che ha regalato ai giallorossi i tre punti nella sfida contro il Torino.

“Deve essere sempre così”, ha dichiarato Spalletti al termine della sfida. “Le avversarie fanno da traino e rischiano di passarti avanti se abbassi l’attenzione. Non deve esserci altro pensiero: noi vogliamo passare belle serate con i nostri tifosi, facendo gol e vincendo le partite”.

A tre giorni dal viaggio in Spagna la Roma ha subito messo in campo tutta la cattiveria necessaria contro i granata, trovando immediatamente la rete al nono minuto con Dzeko, protagonista di una grande azione. Al 17’ è arrivato il raddoppio di Salah, mentre nella ripresa Paredes ha incantato il pubblico con un destro magistrale. Dopo il gol di Maxi Lopez che ha accorciato le distanze, Nainggolan ha fissato il risultato sul 4-1.

“Stasera i ragazzi sono stati bravi perché dopo la bella vittoria conseguita contro il Villarreal c’era il rischio di fare una in partita senza ritmo e di dare vantaggio al Torino. Siamo invece entrati in campo molto bene, abbiamo pressato dal primo minuto, facendo vedere le nostre qualità. Però dopo il 2-0 abbiamo abbassato un po’ il ritmo, forse dovevamo fare di più.”

Qual è l’aspetto in cui è cresciuta di più la squadra?

“Credo che la crescita sia visibile sotto tutti gli aspetti, per essere la Roma e andare a contendere a squadre del calibro dell’Inter, del Napoli, del Milan e della Lazio le posizioni in classifica, non puoi crescere sotto una solo qualità, ci vogliono miglioramenti forti sotto tutti gli aspetti e soprattutto devi riuscire a ritrovare giocatori forti come lo è stato Totti. Di leader come Totti in una squadra ce ne vogliono più di uno se vuoi mantenere quelle posizioni, perché le nostre avversarie ne hanno diverse”.

Dzeko ha un ruolino di marcia incredibile: è un valore aggiunto alla vostra stagione?

“Ora Dzeko si è messo in testa di essere un attaccante importante e questo aspetto ci dà molti vantaggi: sente la fiducia, dell’ambiente, dei compagni, che sono cresciuti come lui e acquistano a loro volta la fiducia. Oggi ne abbiamo cambiati quattro rispetto al Villarreal e questo vuol dire che abbiamo un gruppo in condizione, in cui vogliono far vedere tutti che sono giocatori di calcio. Edin è un calciatore importante e i giudizi della scorsa stagione li ha subiti. È un ragazzo eccezionale, vive lo spogliatoio, si allena bene, è presente ed è umile, ha garbo. Bisognava ritrovare la sua qualità, gli ho detto che mi fidavo di lui e ogni tanto l’ho anche stuzzicato, perché serve anche quello”.

C’è stata una dedica a Florenzi sulla maglia di oggi.

“Abbiamo messo il numerino 24 sulla maglia, perché lui stando con noi nello spogliatoio ci ha fatto capire di che pasta è fatto attraverso il calcio giocato e la qualità come persona”.

12.02.2017 CROTONE - A.S.ROMA 0-2
Spalletti: “Abbiamo fatto una partita matura”

Spalletti cercava una prova maturità dai suoi e senza dubbio l’ha trovata. La sfida contro il Crotone era fondamentale non solo per il Campionato, ma anche per preparare la squadra ai sedicesimi di Europa League in programma giovedì contro il Villarreal.

“Oggi abbiamo fatto una partita matura, in cui abbiamo controllato in generale il gioco: tutte cose importanti per prepararsi alla sfida che sta per arrivare contro il Villarreal. Abbiamo fatto il primo passo in maniera corretta e ora faremo altrettanto con quello successivo. Giovedì sarà difficilissima, su un campo complicato. Uscire dalla gara di Crotone con i tre punti era importante, anche per le similitudini ambientali che ci sono con gli spagnoli”.

Oggi avete controllato la partita sotto tutti gli aspetti.

“Il nostro obiettivo era quello di non far prendere coraggio ai nostri avversari, perché poi incerte situazioni il pubblico partecipa e loro hanno una squadra che gioca bene. Con il rigore sbagliato ci siamo messi un po’ in difficoltà ma poi la partita l’abbiamo presa in mano e l'abbiamo controllata”.

Paredes tiene forse un po’ troppo palla per sé ogni tanto?

“Io non gli ho dato una grossa mano perché non l’ho fatto giocare con continuità, però lui è un calciatore che deve convincersi di essere da grande squadra, anche se il minutaggio non lo agevola. Ha la possibilità di fare verticalizzazioni improvvise, queste palle morbide con le quali noi possiamo trovare lo sbocco”.

Nelle ultime sei partite una sola squadra vi ha fatto gol, la Samp: è il vostro nuovo marchio di fabbrica la solidità difensiva?

“La nostra è una squadra importante e si può anche modificare qualcosa rispetto a quello che facciamo ultimamente. Sicuramente mettere tre centrali forti per velocità e impatto ci ha agevolato. Rudiger, Manolas e Fazio sanno veramente il fatto loro. Abbiamo anche altri giocatori fuori dello stesso livello che possono sostituirli. Al momento andiamo avanti così, la differenza la fa la loro qualità”.

Salah sembra tornato in forma dopo la Coppa d’Africa.

“È un ottimo rientro, ha fatto vedere subito la sua qualità. Se hai la palla sui piedi ti punta, se lo mordi troppo ti scappa come in occasione del secondo gol. Sono qualità che vorrebbero avere tutte le squadre a disposizione e ora noi che le abbiamo ritrovate ce le teniamo strette”.

Nainggolan è uno dei centrocampisti più forti in Italia e probabilmente uno dei migliori anche in Europa?

“È di quel livello, è fortissimo, è un top player. Se continua a essere in condizione fisica e mentale così può darci veramente una mano importante. Attorno a lui si è voluto creare un caso in questi giorni, ha sempre detto che ci tiene alla Roma e vuole restare. È troppo bravo e troppo buono. Questi sono campioni sono sempre sotto i riflettori”.

07.02.2017 A.S.ROMA - FIORENTINA 4-0
Spalletti: “La squadra è tosta e ha reagito”

Quattro gol e partita dominata: contro la Fiorentina è arrivata la dimostrazione di forza che ci si aspettava dalla Roma.

“C’erano dubbi e insinuazioni sul nostro rendimento ultimamente”, ha dichiarato Luciano Spalletti al termine del match. “Rischia di diventare difficile reggere in certe situazioni. La squadra però è tosta e ha reagito. Abbiamo fatto una partita fisica e di carattere: dal trentesimo del primo tempo siamo andati a prenderli alti. Rudiger e Manolas nei cambi di posizione di marcatura sono andati con forza a dare aggressività alle nostre giocate, senza concedere il fianco. I miei l’hanno vinta anche dal punto di vista fisico la partita stasera”.

Nel poker è arrivata la doppietta di Edin Dzeko, che ha siglato la rete dell’1-0 e quella del definitivo 4-0, assieme alla prima rete di Fazio in Serie A e a quella di Radja.

“Stasera non importa dire niente a Dzeko perché il carro è pieno: sono tutti risaliti sopra. Quando invece sbaglia gol scendono tutti sotto. Stasera non bisogna dirgli niente perché con il carro pieno quelli che gli invieranno i commenti positivi non mancheranno”.

Prestazione straripante, sia dal punto di vista mentale, sia dal punto di vista fisico.

“Questa è la cosa più importante da mettere fuoco, senza dubbio. La squadra ha avuto la giusta reazione e ha pulito qualsiasi dubbio che fosse entrato qualche fattore a interrompere la forza della Roma. Con questa prestazione qui i nostri giocatori hanno dato adito a un pensiero corretto e cioè che la Roma è presente".

All’Olimpico 14 vittorie di fila e oggi i tre punti sono arrivati contro un avversario non semplice.

“Noi stiamo facendo un grande campionato, come il Napoli. La Juventus invece lo sta facendo grandissimo. Abbiamo l’obbligo di provarci fino in fondo. Nello sport ci sono periodi in cui si rischia di entrare in confusione o in difficoltà di risultati, ci sono 12 partire in 40 giorni. Nel Superbowl abbiamo visto cosa può succedere. Qundo gli altri si abbassano bisogna farsi trovare pronti, sempre”.

“Noi dobbiamo far le cose in maniera professionale e corretta. Da domattina ci si allena, si fa vedere alla squadra l'applicazione e la determinazione dimostrate in ogni duello stasera. Per poi giocare domenica cercando di essere uguale a stasera”.

Come si riesce a prendere il meglio da un giocatore come Radja quando gli si chiede di fare il trequartista che è un ruolo non suo?

“Se a Radja proponi la situazione di poter fare più gol ci va con la convinzione giusta lì davanti, perché alla rete si dà sempre maggior risalto. Penso sia stato facile passargli certi messaggi: quando a un giocatore si dice di tornare indietro e di faticare di più non è così semplice. Radja ha forza, fa questi controlli a entrare senza farsi risucchiare dal mediano. E poi diventa difficile prenderlo. Ha anche l’ultimo passaggio tra le sue possibilità. Ovviamente qualche volta se la prende comoda e rimane lì davanti, ma ha le potenzialità, polmoni e gambe per far recuperi come ha dimostrato questa sera. Può essere l’uomo in più della squadra in certe situazioni”.

22.01.2017 ROMA - CAGLIARI 1-0
La Roma continua a vincere, restando a un punto dalla Juventus capolista: anche contro il Cagliari è arrivata una vittoria per 1-0, fondamentale per il cammino dei giallorossi e Luciano Spalletti al termine della gara ha invitato i suoi ragazzi a mantenere lo stesso ritmo, alla massima concentrazione.

“Ci sono diverse squadre che hanno tempo di recuperare in classifica”, ha dichiarato il tecnico toscano dopo la sfida dell'Olimpico. “C’è l’Inter che sta venendo su forte, il Milan è una squadra che gioca un bel calcio, mentre il Napoli ha vinto una partita difficilissima. Ci sono ancora tante partite, il cammino è lungo e bisogna essere bravi a mantenere la testa salda sul pezzo e portare a casa ai risultati come questo. Partite del genere sembrano alla portata, però quando ti scontri con certi avversari le difficoltà le trovi sempre”.

La vittoria contro i sardi è arrivata grazie a una rete di Edin Dzeko segnata al minuto 55, dopo una serie di tentativi andati a vuoto nei primi 45 minuti.

“All’inizio non abbiamo fatto una partita brillantissima, non trovavamo le misure a causa della loro intensità a centrocampo, abbiamo apportato le modifiche ma non siamo stati gli stessi. La squadra però è sempre stata in equilibrio, non ha fatto confusione, non si è fatta prendere dal panico e le situazioni le ha create. Si vedeva che stando un po’ più calmi il vantaggio sarebbe arrivato”.

Per il bosniaco si tratta della ventesima rete in questa stagione, la numero 14 in Serie A.

“L’ho visto bene e ha fatto una buona partita anche giovedì. È un giocatore che per noi diventa fondamentale, quando le squadre si chiudono lui è l’unico finalizzatore di testa, mentre gli altri che gli girano introno non hanno la dote della fisicità: quando sei con quattro e cinque difensori in area un attaccante se non riesce ad anticipare l’avversario può solo far leva sulla forza”.

C’è stato un pelo di stanchezza negli ultimi 16 metri?

“Noi abbiamo attaccato, però non siamo tati cattivi negli ultimi 16 metri: mancavano un po’ di uomini per chiudere l’azione. Quella è anche una scelta fatta per evitare le ripartenze degli avversari, che giocavano con due uomini a metà strada in grado di ribaltare l‘azione. In due o tre tentativi la nostra difesa è stata brava a prendere le misure e a tenerli a distanza. La partita, però, l’abbiamo fatta noi e abbiamo vinto meritatamente”.

Nel primo tempo facevate fatica a trovare gli spazi?

“Facevamo tanti cambi di gioco e quando perdevamo alla non eravamo in numero sufficiente per fare un contropressing. In alcune azioni ci hanno fatto girare nei primi 45 minuti. Ho tentato di far spingere Rudiger mettendoci a quattro a destra, ma alla fine eravamo più a rischio contropiede. Poi nel secondo tempo abbiamo fatto una buona partita, i tre centrali di difesa non hanno mai concesso niente, sono stati bravi a pulire ogni situazione. Avevo diversi giocatori che avevano la partita di giovedì sulle gambe, ma siamo stati calmi e abbiamo portato a casa un risultato importante. Anche perché il Cagliari stava facendo bene fino a quel momento”.

Fazio ha preso il passo giusto, sempre molto puntuale. Sa anche iniziare l’azione: è un valore aggiunto della tua Roma?

“È il centrale, gioca sempre, ha tempi di uscita, ha un buon palleggio: guida la linea difensiva. Lui era un mediano all’inizio della carriera. Sa giocare la palla pulita, sotto l’aspetto della sostanza non ti fa mancare niente. Non possiamo fare a meno di Fazio in questo momento”.

La Juve però continua a vincere…

“Noi dobbiamo guardare a noi stessi, dobbiamo far risultato e cercare sempre la vittoria. Poi si vedrà, la Juventus è forte e lo sanno tutti. Quando si dice che la Roma è attrezzata per lottare bisogna dimostrarlo. Stiamo facendo bene e dobbiamo andare avanti così, aumentando il ritmo rispetto al primo tempo di oggi. Poi i conti si faranno all’ultimo”.

15.01.2017 UDINESE - A.S.ROMA 0-1
Spalletti: “Grande vittoria: è stata meritata”

Seconda trasferta del 2017 e altri tre punti conquistati dalla Roma. Luciano Spalletti ha analizzato l’1-0 esterno contro l’Udinese, che ha visto i suoi uscire meritatamente dal campo con i tre punti.

“È stata una grande vittoria, meritata”, ha dichiarato l’allenatore toscano al termine della sfida della Dacia Arena. “Anche oggi i ragazzi sono stati tosti, la partita l’hanno cominciata bene e hanno subito dettato la legge di quello che vuole portare il risultato a casa con forza. Nella ripresa non abbiamo ragionato da squadra matura e questo è l’unico punto negativo”.

Una vittoria diversa rispetto a Genova: forse quello che accomuna le due partite sono le occasioni fallite?

“Nelle partite diventa fondamentale avere una continuità di atteggiamento durante la gara, poi se ti capitano due o tre occasioni – che noi abbiamo grazie alla qualità dei nostro giocatori – e le sbagli tutte, gli avversari ne traggono beneficio: fanno qualcosa in più e prendono coraggio. Gli equilibri cambiano. Un punto da analizzare bene è legato a quei momenti del secondo tempo in cui non abbiamo gestito bene la palla, siamo andati troppo di fretta e invece potevamo creare più difficoltà alla loro riconquista, dato che Delneri aveva messo in campo tanti gli attaccanti. In quel frangente dovevamo sfruttare le nostre qualità per avere un possesso più continuo”.

Anche oggi un grande Strootman.

“Sì, però secondo me bisogna riportare più tutto al comportamento di squadra. Oggi ho visto un grande Fazio, un grande Jesus, un grande Szczesny, ho visto Peres ed Emerson fare la fascia con continuità, la squadra l’ho vista giocar bene a lunghi tratti. Dobbiamo, però, ragionare più da squadra matura in alcuni momenti”.

Avete concesso solo tiri da lontano, vuol dire che c’è una grande organizzazione in fase difensiva?

“Abbiamo trovato degli equilibri con questi tre centrali forti fisicamente a noi ci vuole tutta la forza che hanno perché anche oggi incontravamo tutti calciatori disposti a ricevere la palla lanciata. Però bisogna che i nostri difensori partecipino di più al fraseggio del gioco. Soprattutto i due “braccetti”, che erano Manolas e Jesus, devono stanare il centrocampista avversario con il possesso e con le iniziative giuste. Restando in tre bassi non si crea la superiorità nella metà campo avversaria”.

08.01.2017 GENOA - A.S.ROMA 0-1
Spalletti: "Dobbiamo mantenere la forza mentale evidenziata oggi"

Dobbiamo mantenere il livello che abbiamo raggiunto ora, la forza mentale che abbiamo evidenziato oggi”. Luciano Spalletti elogia così i suoi ragazzi dopo l’importantissima vittoria contro il Genoa allo Stadio Luigi Ferraris. I tre punti sono arrivati grazie all’autogol di Izzo, arrivato in una partita in cui i giallorossi hanno più volte provato a superare il portiere avversario.

“Oggi la squadra fatto una grandissima partita”, ha dichiarato il tecnico dell’AS Roma. “Soprattutto sotto l’aspetto caratteriale, per personalità e impatto fisico: tutte quelle cose che avevamo descritto come piccoli difetti oggi sono state trasformate in qualità per vincere la partita. Vanno fatti i complimenti alla squadra”.

Fazio anche oggi è stato un perno fondamentale della difesa: è segno della crescita collettiva del gruppo?

“Oggi hanno fatto bene tutti, lui non è la prima partita che fa a questi livelli, ha confermato le sue prestazioni. Quello che è stato fondamentale è vedere tutta la squadra lottare, essere lì a bordocampo è stato un piacere. C’è stata la completezza delle caratteristiche necessarie in una partita”.

È questo lo spirito giusto per andare avanti?

 “Per quello che si è creato si doveva chiudere la partita prima o trovare l’equilibrio giusto senza dare troppi cambi agli avversari. Avevamo troppi calciatori in forse e ho aspettato a fare i cambi: Nainggolan, Peres ed Emerson non erano al meglio e c’erano tre ammoniti. Ho indugiato un po’ e i ragazzi forse dovevano fare qualche metro più in su, ma loro sono stati bravi a reggere botta”.

Ha chiesto alla squadra di combattere sullo stesso piano del Genoa, cioè sull’impatto fisico?

“All’inizio l’impatto è stato di grandissimo livello: la squadra è entrata in campo cazzutissima e ha fatto quello che era necessario fare in una partita contro il Genoa, che contro le grandi squadre è andata sempre a lottare sui rimbalzi, sui contrasti aerei. Davanti abbiamo fatto bene, anche se non abbiamo sfruttato al massimo delle situazioni pericolose. A Nainggolan ho chiesto di fare il trequartista e di buttarsi anche sulla fascia destra. Emerson e Peres hanno fatto una buona partita. Strootman è tornato a quei livelli che sono solo di un grande giocatore come lui: ha attaccato tutti, ha accorciato. Noi abbiamo pagato la sua assenza per un periodo, ma oggi le cose sono andate bene e io sono molto contento”.

12.12.2016 A.S.ROMA - MILAN 1-0
Spalletti: “Siamo stati bravi a portarla a casa”

Luciano Spalletti è soddisfatto dei tre punti e di come la Roma, pur non giocando in maniera perfetta, ha saputo portare a casa la partita.

“Siamo stati bravi a portarla a casa: abbiamo infatti fatto una partita meno bella del solito, ma la quadratura della squadra si è vista” ha detto il tecnico a fine gara.

Spalletti, che stasera ha raggiunto il traguardo delle 150 gare vinte da allenatore della Roma tra campionato e coppe, ha sottolineato come nel secondo tempo la squadra sia andata meglio grazie sopratutto alla crescita di alcuni giocatori chiave: “nella ripresa con De Rossi, Strootman e Nainggolan che sono cresciuti in maniera esponenziale il centrocampo è cresciuto e così l’ago della bilancia si è spostato dalla nostra parte”.

Nainggolan ha detto che partite del genere lo scorso anno non si sarebbero vinte: concorda?

“Se si riferisce alla caparbietà avuta e alla disponibilità a fare una partita muscolare, è sicuramente vero. Stasera abbiamo trovato un Milan forte ed è stato difficile, ciò che si dice del suo allenatore è vero: ormai il Milan è al tavolo delle grandi e bisognerà aspettarselo lì alla fine del campionato. E' partito un po' in sordina con nomi di minor blasone ma le qualità ci sono. ”.
Ora la Juve, come si prepara la Roma?

“Vogliamo vincere anche sabato come tutte le partite, oggi non abbiamo preso gol per la seconda partita consecutiva. Dobbiamo recuperare lo sforzo di stasera, vedere come sta Bruno Peres e prepararla bene. Con al Juve se concedi mezza occasione loro ti fanno due gol. Oggi abbiamo concesso poco, eccetto nell’episodio del rigore, che era netto ma è stato bravo Lapadula a cercarlo. Nel finale ci è mancata lucidità ma ci eravamo creati occasioni importanti anche prima”.
Con chi ce l’aveva all’intervallo?

“Ero un po’ arrabbiato perché Peres si era fatto male e alcuni protestavano a causa della perdita di tempo. Mi avevano troncato un giocatore, non è che Peres si è fatto male da solo…”.

Cosa c’è che ancora non va? 

"Abbiamo fatto tanti metri con le squadre che si sono allungate spesso: ci vorrebbe invece un palleggio più prolungato e invece siamo andati a tentare di far male e l'abbiamo ripersa, c'è stata meno qualità. Contro la Juventus sabato invece ci vuole tutto, ritmo alto soprattutto: non si deve concedere a loro il pallino del gioco, altrimenti i bianconeri sono bravi a fare loro la gara. Quando si ha gamba si fa la partita, se devi recuperare invece devi concedere il pallino come accaduto stasera in certi frangenti. Ad ogni modo la Roma è stata bene in campo, può darsi che i ritmi non siano stati alti. Ma non abbiamo mai concesso grandi spazio”.

Temete la Juve?

“Temiamo tutti, anche quelli indisponibili e anche i tifosi temono la gara, perché la Juve è una grandissima squadra”.

4.12.2016 LAZIO - A.S.ROMA 0-2
Spalletti: “Grande vittoria, ora dobbiamo guardare più in là del Raccordo”

Luciano Spalletti è soddisfatto per il Derby vinto ma vuole che ora la sua squadra, a cui riconosce di aver ottenuto un gran risultato, guardi avanti, oltre la meritata gioia per la vittoria nella stracittadina.

“Il derby ti dà una carica emotiva importante, abbiamo vinto una grande partita stasera, ma noi abbiamo altre mire, dobbiamo infatti già dedicarci alla prossima gara con il Milan” ha detto il tecnico a fine gara. “Noi dobbiamo guardare più in là del Grande Raccordo Anulare. Chi vuole rimanere dentro il recinto, ci rimanga. Noi vogliamo andare a vedere cosa c’è oltre”.

La Roma voleva vincere e ha vinto questo derby…

“Stasera i ragazzi hanno messo dentro il match altri ingredienti importanti rispetto al solito che a noi fanno comodo. Ora dobbiamo vedere se diamo seguito a questo, ma questo è un inizio di completamento di qualità che dobbiamo avere e che sono bene accette oggi. E’ vero che la partita non è stata bellissima e che entrambe le squadre avrebbero potuto fare di più, ma nella ripresa abbiamo giocato bene secondo il disegno di gara che ci eravamo prefissati”. 

La vittoria è arrivata, ma all’inizio la Roma era partita un po’ timida, concorda?

“Sì, ad inizio gara non ci siamo incastrati benissimo all'inizio, perché Biglia ha fatto giocare poco Perotti negli spazi, per cui avevo detto a Radja di compensare questa situazione. Quando poi Radja ha trovato la posizione, abbiamo fatto meglio ed è stato più facile per noi”.

Avete utilizzato un modulo diverso dal solito per assenza di Salah difendendo a 5?

“In fase di possesso palla siamo andati a cinque, ma in fase di non possesso palla abbiamo invece sempre difeso a 4. Ci si metteva d'accordo su chi andava a chiudere sul terzino, a sinistra per esempio ci andava Peres e Rüdiger andava a giocare su Keita e diventava il quarto di destra. Peres è stato molto offensivo come posizione, ma devo dire che Emerson ha fatto una partita straordinaria”.

27.11.2016 A.S.ROMA - PESCARA 3-2
Spalletti: “E’ bene portare a casa delle vittorie con mestiere”

Luciano Spalletti è contento che la Roma abbia portato a casa i tre punti con il Pescara grazie anche ad un po’ di esperienza, anche se sottolinea che i suoi ragazzi devono essere più attenti e dare meno opportunità agli avversari di rendersi pericolosi. 
“Abbiamo concesso troppo, ma è anche bene che si riesca a portare ogni tanto a casa delle partite con mestiere, senza aver fatto benissimo come oggi, ma sfruttando un po’ l’esperienza” ha detto il tecnico giallorosso a fine gara. 
Spalletti è quindi soddisfatto dei tre punti che a suo parere sono stati giustamente guadagnati sul campo: “Bisogna vincere in questo sport: quindi alla fine conta quello. E oggi alla fine la gara l’abbiamo vinta e anche meritatamente”.
Vittoria arrivata ma con sofferenza…
“E’ vero, ma noi come squadra siamo in una fase di cambiamento. Non ci interessa infatti essere belli, ma essere vincenti. E io ripeto che stasera la squadra ha portato a casa una bella vittoria, appunto per come è arrivata. A Roma si può perdere e il Pescara oggi ha giocato in tranquillità: loro infatti hanno fatto giocate che sono state la diretta conseguenza del fatto che sono scesi in campo senza molta pressione addosso. E poi ovviamente sono stati bravi a farci due gol”.
Dzeko ha detto che giocando come oggi non si vince il derby: concorda?
“Io dico che non esistono partite scontate e che non bisogna solo vedere i gol e gli assist in un match. Guardate ad esempio oggi il Genoa con la Juventus: i liguri hanno vinto i contrasti, gli 1 contro 1, mettendo in mostra una grande determinazione. Su questo dobbiamo migliorare. Stasera abbiamo concesso troppo ma alla fine devo dire che nel complesso la squadra ha fatto vedere delle cose buone”.
Come migliorare in vista del derby?
“Si cerca di pensare un po’ a tutto prima di questa partita. Dobbiamo lavorare su quello che c’è da migliorare e al contempo mantenere ciò che c’è da mantenere in modo da arrivare all’equilibrio migliore. Dobbiamo approfittare quando l'avversario è stordito: oggi avevamo un margine di due gol ma loro poi possono comunque crearti problemi. Il Pescara anche contro la Juventus aveva fatto bene per i primi 45 minuti, potevano anche passare in vantaggio a Torino. Tornando a noi, sul 2-0 si dovrebbe avere la forza mentale di dire che la partita va addormentata e invece noi vogliamo sempre essere bellissimi e così andiamo spesso avanti e perdiamo un po' di ordine e allora lì gli avversari ti possono creare problemi. Facciamo tanti gol ma ne sbagliamo anche tanti: ripeto, dobbiamo lavorare per trovare l'equilibrio migliore”.
Szczesny ha fatto grandi parate nella ripresa, quando eravate in difficoltà: facendo così con la Lazio sarà difficile…
“Diventa difficile contro chiunque, se si concedono queste ripartenze. Se non c’era la parata di Szczesny, Pepe avrebbe segnato. Un paio di interventi importanti l’ha fatti però anche il portiere avversario. Contento comunque che la vittoria sia arrivata anche in questo modo, come ho detto.”

A.S.ROMA - VIKTORIA PLZEN 4-1
Bilderbuch-Tor: Roma-Star packt den Rabona aus

Spalletti: “Dzeko sul primo gol ha fatto vedere di cosa è capace”

Spalletti ha speso parole di elogio per Dzeko autore di una tripletta nel 4-1 contro il Viktoria Plzen all’Olimpico, sottolineando che l’attaccante bosniaco può migliorare ancora sotto l'aspetto della cattiveria.
“Stasera sul primo gol Edin ha fatto vedere di cosa è capace, ha fatto vedere le sue grandi qualità” ha detto il tecnico a fine gara “ma deve diventare ancora più cattivo, perché sul terzo gol invece di tirare una 'bomba' l'ha ‘zucconata’, ossia ha colpito la palla non in maniera pulita ma l’ha picchiata sul terreno. Deve quindi continuare a giocare così come sta facendo ora, anche se in alcune situazioni può ancora migliorare sotto il piano della cattiveria”.
Questo Dzeko è probabilmente il migliore di sempre: il posto fisso lo ha aiutato?
“Un po' si, sull'aspetto del confronto verbale è tignoso, ti dice quello che pensa. Poi magari si innervosisce. Ci sono diversi passaggi da sottolineare per spiegare dove è arrivato ora. Il primo è quando lo scorso anno, sbagliando, ho tolto lui fischiato per mettere Totti che invece è stato osannato dal pubblico, mentre quest'anno gli ho dato una mano mettendoli entrambi insieme contro la Samp e lì hanno subito fatto bene. Da quel giorno lì non l'ho più tolto e già da lì c'è stata una certa disponibilità nei suoi confronti da parte del pubblico e infatti lo hanno accettato anche concedendogli qualche errore. Poi Totti gli ha fatto fare altri gol e lui ha preso convinzione. Un altro passaggio fondamentale è stato quando De Rossi lo ha difeso dopo un gol ed Edin con questo gesto si è sentito di un compagno così autorevole si è sentito di più a casa sua. Altro episodio importante nella sua crescita è arrivato a Sassuolo quando ha chiesto di tirare il rigore e glielo hanno concesso e da lì ha preso un po' in mano la responsabilità di essere un giocatore forte. Insomma, tutte queste qui lo hanno aiutato ma poi ovviamente il resto lo fa la sua qualità”.
Soddisfatto del risultato importante stasera, nonostante non sia stato così semplice?
“In Europa non è mai facile vincere, contro nessuno: guardate ieri in Champions il Bayern Monaco che ha perso contro il Rostov, non è facile giocare su certi campi. Anche per noi non è stato semplice portare a casa i tre punti stasera, anche se abbiamo vinto alla fine 4-1: se Alisson non avesse fatto quella parata sul 2-1 la partita non sarebbe stata così facile da portare a casa. Le partite bisogna sudarsele tutte, ma devo dire che stasera abbiamo giocato bene”.
Salah può allenarsi alla freddezza sotto porta?
“Momo in allenamento non sbaglia certi gol, anche se nelle sedute al campo è difficile ricreare l'emozione dell'uno contro uno. Non si fida del suo destro: i mancini si fidano solo del loro piede, mentre di solito i destri provano anche a tirare con il mancino. La difesa? Fazio e Rediger hanno fatto una grande partita, ogni tanto si sale poco col centrocampo per soffocare la tecnica di palla”.
Il suo contratto è in scadenza, non è arrivato il momento di programmare il futuro per la Roma?
“La società l'ha sempre fatto anche senza di me come è giusto che sia. Se non sono bravo a far invertire la mentalità o a far mettere qualcosa in più a questi ragazzi nei momenti in cui si va al di sotto delle nostre potenzialità non andiamo da nessuna parte. La squadra comunque è partecipe ed è composta da bravissimi ragazzi: devo dire che non ho mai allenato una squadra di bravi ragazzi come questa, una squadra unita e facile da vivere nel lavoro settimanale. Analizzando i dati vediamo che facciamo più metri degli altri ma negli strappi siamo inferiori agli altri, dove arriviamo in ritardo. Dobbiamo quindi tenere ritmi più alti in alcuni momenti di gara”.

06.11.2016 A.S.ROMA - BOLOGNA 3-0
Spalletti: “Nel secondo tempo siamo stati spumeggianti”

Luciano Spalletti elogia il finale di gara dei suoi ragazzi nella vittoria contro il Bologna sottolineando come, visto l’impegno in Europa league di soli tre giorni fa a Vienna, si sarebbe aspettato un calo nella seconda frazione di gioco.
“E’ stato meglio il secondo tempo. Stranamente, perché mi aspettavo un calo visto la partita che abbiamo giocato il giovedì sera e invece abbiamo fatto un po’ male all’inizio ma poi, quando abbiamo ingranato la marcia, nella ripresa siamo stati spumeggianti. Io credo che oggi bisogna fare i complimenti a questi ragazzi per la prestazione”
State facendo bene di fronte a questa situazione di emergenza…
“La società ha allestito una squadra competitiva, poi abbiamo avuto tanti infortuni ma nello stesso tempo i giocatori che fino a quel momento avevano trovato poco spazio si sono fatti trovare pronti. In queste situazioni di emergenza, bisogna sapersi anche adattare e lo abbiamo fatto. Nainggolan ad esempio ha fatto il terzino destro nel finale con una qualità e una forza importanti. Certo, trovare un po’ di equilibrio non sarebbe male”.
Unico neo della serata qualche sbavatura in difesa?
“Probabilmente si, ma anche Fazio non stava bene e un po’ di difficoltà quindi c’era. A Bruno Peres avevo chiesto un aiuto in questo senso. Ma insomma, non abbiamo concesso molto, a parte il primo quarto d’ora in cui ci siamo un po’ addormentati”.
Siete a detta di molti l'anti-Juve: concorda?
“Non lo so se siamo l’anti-Juve, ma so solo che dall’ultima sosta del campionato abbiamo preso punti a tutti, segno che hanno difficoltà anche gli altri. Abbiamo fatto questo anche adattandoci a questa situazione di emergenza e facendo anche giocare chi, come Rudiger oggi, si sapeva che nel corso della gara sarebbe dovuto essere sostituito. Se metti tutti fuori ruolo qualche piccolo difetto di solito viene fuori, ma invece noi alla Roma abbiamo a che fare con grandi professionisti che hanno mostrato grande abnegazione”.
E’ un peccato che arriva la sosta?
“No, è un bene che si sarà una pausa. Ci consentirà di recuperare qualcuno. Stasera ho rischiato di cambiare Paredes dopo che era appena entrato, visto che ha sentito di nuovo un ‘pizzico’ al ginocchio e nel tutelarsi si è fatto male alla caviglia”.
Come rimediare all'assenza di Salah a gennaio?
“Ho El Shaarawy che ha sempre fatto bene, Iturbe che è un gran calciatore e che però deve prendere confidenza con il gioco, anche se finora io l'ho fatto giocare poco e non può essere subito pronto a fare quello che fanno gli altri che giocano con più continuità”.

30.10.2016 EMPOLI - A.S.ROMA 0-0
Spalletti: “Abbiamo vinto partite molto più difficili dal punto di vista delle occasioni”

Tante occasioni da gol ma il risultato finale tra Empoli e Roma è stato di 0-0. Al termine della partita Luciano Spalletti ha puntato l’attenzione sulle scelte fatte dai suoi nei momenti decisivi nell'area avversaria.
“Abbiamo sempre cercato di fare la partita e di vincerla, ma quando capitano alcune palle in aerea in cui bisogna segnare oppure passarla bene e non riusciamo a tirare bene o a trovare l’uomo libero…”, ha dichiarato il tecnico. “Abbiamo vinto partite molto più difficili dal punto di vista delle occasioni avute. Oggi abbiamo avute tantissime di possibilità. Quando invece siamo riusciti a concludere il portiere è stato bravo”.
Il portiere Lukasz Skorupski, giallorosso in prestito all’Empoli, è stato un fattore in questo 0-0, con diversi interventi decisivi.
“Lukasz ha fatto una buona gara. È un buon portiere, riconosciuto per essere tale. Abbiamo provato in diversi modi. Lui ci ha messo del suo, ma anche noi ci abbiamo messo un po’ del nostro”.
La Roma è andata bene all’inizio, ha messo grande pressione sul finale ma in mezzo è mancato qualcosa.
“Loro hanno fatto una partita tatticamente ineccepibile, sempre ordinati. Il campo non ci ha aiutati, era difficile stare in piedi, il che non ci ha permesso di fare giocate veloci. Due o tre cose le abbiamo sbagliate e si fa tutto più difficile e si rischiano anche le ripartenze”.
Come giudica la prova di Paredes? Sembra molto cresciuto.
“Ha fatto bene è in un buon momento e l’ho scelto per questo. Sa verticalizzare, ha piede ha forza fisica. Ce lo aspettavamo così, all’inizio doveva solo riprendere confidenza con la nuova realtà ma ora sta facendo bene”.
Come mai la decisione di schierare Rudiger ed Emerson invertiti?
“Perché tatticamente ci faceva comodo così. Con i tre centrali volevo solo far girare palla, non spingere. Loro sono bravi a lasciare i tre attaccanti sulla via di mezzo. Rudiger non aveva i 90 minuti quindi non avrebbe potuto spingere. Emerson in avanti quando si trova palla sul suo piede ci ha fatto vedere un apio di cannonate e due passaggi sul secondo palo. Loro sono ordinati e noi non siamo stati bravi a tagliargli dietro la difesa, o a imbucare”.

26.10.2016 SASSUOLO - A.S.ROMA 1-3
Spalletti: “Ci siamo sbloccati dopo il gol di Dzeko”

Spalletti è soddisfatto per la prova complessiva dei suoi, che però si sono espressi meglio solo nella ripresa dopo il pareggio di Dzeko. 
“ll Sassuolo stava facendo la gara che ci aspettavamo, ma abbiamo preso gol troppo velocemente. Poi ci siamo rimessi in moto un po' a fatica, ma nel totale devo dire che abbiamo giocato una buona partita” ha detto il tecnico a fine gara. “Nel secondo tempo, dopo il bel gol di Edin, la squadra si è sbloccata e si vedeva che poteva segnare di nuovo dopo il pari”.
La nota dolente, che smorza la gioia per l’importante successo, è legata all’infortunio di Florenzi nel finale: “Ale non mi lasciava la mano dal dolore che aveva quando è uscito dal campo. Siamo tutti dispiaciuti, questo incidente annulla la gioia della partita, non ci voleva dopo una buona gara”.
Come ha fatto a trasformare così Dzeko? 
“Edin fa venire un po’ di rabbia in alcuni momenti, in altri ti alzi e puoi solo applaudirlo. Fa delle cose abbinando forza, qualità, estro, tecnica, sensibilità”.
Il Sassuolo difendeva in ampiezza e diventavano determinanti le palle ricevute dai suoi giocatori tra le linee… 
“La ricerca del gioco offensivo o è tra le linee o dietro la linea difensiva, sono le zone dove si riesce a fare male. Nainggolan è stato bravo a non farsi risucchiare dai mediani avversari, a volte ha ritardato l'azione ma ha fatto bene: Radja l'ho visto come piace a me oggi. Mi sembra che stia tornando il giocatore di cui abbiamo bisogno”.
Potremo vedere Vermaelen terzino sinistro?
“Vermaelen no, lo metterei in difficoltà. Rudiger invece si può adattare, ha forza fisica e impeto nell’andare sulle palle alte e in copertura. Vermaelen, se proprio bisogna trovargli un altro ruolo, lo vedo meglio da mediano”. 
Juve-Napoli di sabato dirà qualcosa di importante?
“Il risultato dirà qualcosa relativamente al prossimo turno, perché è una gara importante, però ancora è presto per fare valutazioni più generali”.

23.10.2016 A.S.ROMA - PALERMO 4-1
Spalletti: “Oggi era importante dare seguito alle vittorie in campionato”

Luciano Spalletti è soddisfatto del successo all’Olimpico con il Palermo non solo perché è stata un’occasione per accorciare sulla testa della classifica, ma soprattutto perché era necessario per lui e i suoi uomini dare una continuità alla precedenti vittorie in campionato.
“È stata una bella vittoria: abbiamo sfruttato l'occasione per guadagnare qualche punto sulla vetta della classifica ed era importante dare seguito alle vittorie in campionato” ha detto il tecnico a fine gara. 
Sono arrivati 4 gol da 4 giocatori diversi…
“Io interpreto i gol diversamente da voi: il fatto che siamo andati in rete con giocatori diversi è però una cosa che mi piace ed è un dato che dà importanza al valore del collettivo”.
E’ la Roma l’anti-Juve o è prematuro per dirlo?
“E’ presto per affermarlo ora, perché le squadre in questo momento devono ancora trovare la quadratura del cerchio e poi gli impegni delle nazionali hanno dato delle difficoltà a qualche club. Bisogna quindi ora essere bravi a vivere il momento e a costruirci sopra dei risultati. Come sta facendo il Milan che ieri ha fatto un bel risultato con una ottima prestazione: non sono giovani come si dice, hanno le carte in tavola, a partire dal suo allenatore, per dire la loro in campionato”.
Grande prestazione di squadra stasera, concorda?
“Nel secondo tempo abbiamo fatto bene, in alcune fasi però si poteva fare meglio, sfruttando meglio qualche fase di gioco, anche se sono arrivati tre gol che sono stati belli. La nostra base è superiore a quanto fatto vedere fino a questo momento. I giocatori devono far vedere qualcosa in più, anche se per noi è necessario vincere e questo crea un po' di tensione a volte in alcuni ragazzi. Qui manca la vittoria da tanto tempo e per questo questa tensione a volte si sente e si subisce un po’. Emerson Palmieri? Lui è un buon giocatore e quando potrà giocare con continuità mostrerà ancora di più il suo valore: secondo me non ancora lo abbiamo visto nella sua completa forza. Oggi, soprattutto nella ripresa, ha fatto bene”.
Con Fazio e Paredes ha trovato 2 titolari?
“Loro due hanno giocato spesso e sono due titolari, anche se, come ho già detto, noi abbiamo 23 titolari. Noi tra le tante gare e gli infortuni abbiamo questa necessità di dovere avere più uomini a disposizione. Ad esempio mercoledì’ andiamo a giocare contro un avversario difficilissimo, il Sassuolo, e anche lì dovremo fare la partita e fare risultato e quindi dovremo rimettere in campo una squadra di qualità e forza”.

15.10.2016 NAPOLI - A.S.ROMA 1-3
Luciano Spalletti è soddisfatto del 3-1 ottenuto dalla sua Roma al San Paolo anche se ammette che i suoi ragazzi possono ancora migliorare nella prestazione.
“E’ stata una buona partita e buona vittoria” ha detto il tecnico giallorosso nelle interviste post gara “ma poi c’è anche qualcosa da fare meglio. I ragazzi hanno comunque fatto delle buone giocate e dei gol importanti contro una grandissima squadra”.
Il messaggio è forte: la Roma c’è…
“I dubbi sono vostri, a Roma di solito non va bene mai niente. Ovviamente come ho detto si deve lavorare meglio perché si è visto che la squadra ha sofferto, seppur in maniera encomiabile: c’era infatti la possibilità di tenere palla più alti, anziché in area di rigore”.
Con questo Dzeko avete trovato la quadratura del 4-2-3-1?
“Edin ha fatto due gol, anche se sotto l’aspetto della cattiveria, del veleno, deve ancora fare meglio. Ognuno può pensarla come gli pare, ma nel primo tempo ha avuto 2-3 occasioni in cui poteva fare ancora più male. Dzeko è un giocatore eccezionale, ma per le qualità che ha non le sfrutta ancora fino in fondo. Lo ringraziamo comunque per altri 2 gol fatti”
Qualche merito avrà anche lei…
“A me non importa niente dei meriti, la partita va riempita di gioco. A voi piace chi fa gol, non ve ne importa nulla chi manda in porta il goleador. Un gol va bene e gli altri 92’ che si fa? Se la squadra non riesce a sopperire alla mancanza dei contrasti, mancano dei numeri”.
In fase di non possesso non sempre siete bravi, concorda?
“E’ così, anche se abbiamo individualità forti che potremmo sfruttare meglio: ad esempio la palla di Salah a Dzeko che era lunga ma poteva essere fatto meglio. A volte perdiamo palle incredibili, ma anche in difesa possiamo fare meglio. Fazio comunque è un gran giocatore, Manolas ha fatto di nuovo bene, ma per me recuperare Ruediger e Vermaelen è tanta roba per il futuro”.

02.10.2016 A.S.ROMA - INTER 2-1
De Rossi: “La reazione dopo il pareggio è stata incredibile”

Al termine della partita vinta domenica sera contro l’Inter, Daniele De Rossi ha espresso tutta la sua soddisfazione per la prova della squadra, in particolare per l’atteggiamento dopo il gol subito.
“Nel secondo tempo ci siamo abbassati troppo ma la reazione al pareggio è stata incredibile”, ha dichiarato il centrocampista giallorosso. “Questo è sintomatico di una squadra che si sta ritrovando definitivamente. Ora c’è la pausa per la Nazionale, si stacca un po’ ma quando torneremo ci sarà un’altra difficilissima: la strada deve essere questa”.
“Siamo stati bravi, siamo partiti forte e abbiamo avuto oltre al gol tante occasioni. Abbiamo concesso qualcosa ma siamo rimasti più compatti del solito”.
Dopo il gol di Dzeko abbiamo visto un’esultanza rabbiosa.
“Quando si segna contro l’Inter siamo sempre tutti molto felici. Viviamo lo spogliatoio sette giorni su sette e quando segna un ragazzo che ha subito critiche o che ha vissuto qualche momento sfortunato, io personalmente sono più contento”.
La partita è stata bella, ma forse avete corso pericolo di troppo?
“Sì, abbiamo rischiato, troppo rispetto all’essere la squadra perfetta che vogliamo diventare. Le squadre che vincono i campionati rischiano di meno, anche se con l’Inter qualcosina si può concedere, soprattutto se si propone così tanto in fase offensiva. In generale alcuni dati sono importanti: si era detto che la squadra contro la Sampdoria avesse corso di più nella ripresa ma i numeri che abbiamo dicono il contrario. È sintomo che bisogna stare meglio in campo, essere più attenti tatticamente e che si deve avere più rabbia nei contrasti e anche in ogni passaggio: dipende molto dalla nostra testa”.
Sentito il calore dei tifosi oggi? Anche la Curva Sud in parte si è riempita.
“Ringraziamo tutti i tifosi che sono venuti oggi allo stadio, sono stati bravissimi. Non si può dividere tra tifosi di Serie A e di Serie B. La Curva Sud si riempie ma non è la stessa cosa. L’obiettivo è riportare quelli che la riempivano prima e che vengono sempre in trasferta. Poi non deve essere un alibi quello che non ci sia la curva, anche perché le abbiamo vinte tutte in casa. Quello che ho sempre sognato è di giocare davanti a uno stadio con la Curva Sud. Questa situazione deve essere risolta al più presto, anche noi giocatori dobbiamo fare qualcosa in più e parlarne di più. La situazione che stanno vivendo i tifosi della Roma e anche quelli della Lazio non è giusta. Baldissoni ha proposto di andare a giocare in un altro comune: ben venga, perché siamo per le cose giuste, e questa a mio avviso non è giusta”.

A.S.ROMA - ASTRA 4-0 
​Totti: “Abbiamo dato una bella risposta”

“Era importante far vedere a tutti che squadra siamo”: così Francesco Totti ha voluto esprimere la propria soddisfazione al termine di Roma-Astra Giurgiu 4-0.

“Abbiamo dato una bella risposta e speriamo di continuare così”, ha dichiarato il Capitano al termine della partita. “Ho fatto una buona partita ma l’importante era fare un buon risultato con una grande prestazione e penso che oggi ci siamo riusciti”.

Totti, schierato dal primo minuto da Luciano Spalletti, è rimasto in campo per tutta la durata della partita, come era già avvenuto in campionato contro il Crotone.

“Mi sento bene fisicamente: i 90 minuti li reggo abbastanza bene. Nel primo tempo scherzavo con il fisioterapista: neanche a 25 anni stavo così”.

Domenica sera la Roma è attesa dalla sfida all'Olimpico con l’Inter, sconfitta oggi in casa dello Sparta Praga nel suo impegno di Europa League.

“Noi dobbiamo pensare a noi stessi. La miglior risposta era giocare bene e vincere: abbiamo fatto entrambe le cose. Era quello che voleva la gente e anche quello che chiedeva l’allenatore. Volevamo dimostrare di essere gruppo unito con voglia di fare bene”.


21.09.2016 A.S.ROMA - CROTONE 4-0
Spalletti: “E’ stata una grande vittoria scaturita da una bellissima prestazione”

Luciano Spalletti è contento per la vittoria e la prestazione della sua Roma contro il Crotone nel quinto turno di Serie A.

“Stasera è stata una bella vittoria perché scaturita da una bellissima prestazione” ha infatti affermato il tecnico giallorosso a fine gara. “Ci voleva, perché c’era delusione per il risultato di Firenze visto che anche lì la nostra prestazione era stata buona”.

Le è piaciuta la concretezza sottoporta di Dzeko?

“Sì, nella gara di oggi si è visto questo cambiamento nell’essere più velenosi in fase conclusiva”.

La scelta di Totti in campo?

“L’ho messo perché la partita me l’aspettavo difficile con gli avversari dietro a difendere e ripartire in contropiede e mi serviva un giocatore come lui capace di scardinare questa situazione con le sue giocate. Totti riesce a determinare giocate importanti anche quando gli arrivano palloni banali. Vorrei che questo la squadra acquisisse da lui, ossia la sua qualità nell'anticipare sempre le giocate, quando gli altri son posizionati bene”.

La Roma però ha rischiato un po’ in alcuni frangenti della gara…

“E’ successo un po’ sullo 0-0, dove forzavamo le giocate e abbiamo rischiato di restare imbottigliati in questa situazione. E poi nel finale di partita, a risultato acquisito. All’inizio abbiamo fatto passare quei 10 minuti di gioco dove loro hanno dato tutto sotto l'aspetto fisico: dobbiamo essere più bravi a gestire questo aspetto, perché a volte in questo frangente si lasciano degli spazi e si perde l'equilibrio. Le squadre come il Crotone hanno corsa e ribaltano bene le azioni. Abbiamo un po' rischiato poi anche sul finire di gara, quando le distanze si sono un po' ampliate perché eravamo certi del risultato, ma questo anche non va bene. Siamo stati bravi in generale nella prestazione, questo è sicuro, ma dobbiamo concedere di meno”. 

Cosa serve per prolungare il rapporto di Spalletti con la Roma? Risultati o continuità?

“Solo i risultati. In  tutti i lavori, chi non fa risultati va a casa. Vale anche per me. Alla Roma non ci si può permettere di arrivare sesti o settimi. O si va per la strada maestra oppure a casa, tutti. Inoltre qui a Roma, dove il pubblico è abituato a vedere grandi campioni, bisogna anche fare giustamente vedere un calcio godibile”. 

18.09.2016 FIORENTINA - A.S.ROMA 1-0
Strootman: “Sconfitta immeritata, ma dobbiamo migliorare"

Kevin Strootman non ha dubbi: è stata una sconfitta immeritata quella riportata dalla Roma al Franchi contro la Fiorentina, ma la squadra deve ancora fare passi avanti.

“Abbiamo iniziato bene la partita, comandando il gioco”, ha dichiarato l'olanese a fine gara. “Abbiamo fatto bene nel primo tempo, poi nel secondo abbiamo perso troppi palloni, anche se alla fine dei conti in questa partita meritavamo almeno un punto, o forse tre. Oggi abbiamo giocato come squadra e di questo sono contento, ma dobbiamo migliorare ancora tanto, io per primo”. 

Gli uomini di Spalletti hanno incassato il gol all'83', con il tiro di Badelj dalla distazna che ha colpito il palo ed è finito alle spalle di Szczesny. Nemmeno tre minuti prima, Nainggolan non era stato altrettanto fortunato con un potente destro in area di rigore respinto dal legno.

“Abbiamo fatto bene nei primi 45 minuti, dove abbiamo avuto due occasioni importanti anche: una secondo me era rigore su Dzeko, mentre nell'altra lo stesso Edin ha purtroppo tirato alto. Ma in fin dei conti loro non hanno avuto occasioni nella prima frazione. Nel secondo tempo non abbiamo giocato bene come nel primo, ma non abbiamo lo stesso subito tante occasioni, a parte un tiro del loro terzino sinistro e quello poi dello che ha portato al loro gol. Purtroppo non abbiamo portato a casa dei punti”.

Cosa è mancato nel secondo tempo?

“Abbiamo perso tanti palloni, sbagliato passaggi facili. Abbiamo lavorato tanto la scorsa settimana per fare meglio su questo punto”.

Nel secondo tempo eravate troppo stanchi fisicamente?

“No. Abbiamo perso tanti palloni e così è stato più difficile recuperare a centrocampo e riprendere il controllo della palla. Come detto, noi dovevamo fare meglio: dovevamo vincere e invece adesso ci ritroviamo con zero punti”.

Il tuo carisma aiuta la squadra: cosa manca secondo te alla Roma per fare salto di qualità?

“Devo migliorare ancora tanto. Nel secondo tempo ho sbagliato 3 passaggi facili, ad esempio. Voglio aiutare la squadra. A mio parere quella di oggi è stata la nostra miglior partita del campionato. Dobbiamo lavorare bene, ascoltare il Mister ed essere pronti per la prossima partita perché il campionato è lungo. Dobbiamo recuperare la fiducia e vincere le partite”.

11.09.2016 A.S.ROMA - SAMPDORIA 3-2
Spalletti: “Vittoria meritata ma black-out di gioco da evitare”

Per Luciano Spalletti, nonostante il passaggio a vuoto nel finale di primo tempo, la Roma ha meritato il successo sulla Sampdoria grazie ad un secondo tempo importante. 

L’allenatore giallorosso ha sottolineato che il black out di 20 minuti nella prima frazione è da evitare ma che nell’analisi globale della partita la Roma ha giocato meglio dei suoi avversari per 70 minuti, meritando così di portare a casa i 3 punti finali.

“Mi dispiace per Giampaolo, perché la Samp ha giocato bene ma la Roma alla fine ha meritato” ha detto Spalletti a fine gara. “La mia lettura è semplice: per 25′ abbiamo fatto la Roma, poi negli ultimi 20′ del primo tempo siamo calati nella personalità e quindi loro sono passati giustamente in vantaggio. Nella ripresa, poi, abbiamo giocato bene e abbiamo meritato giocando in sintesi meglio dei nostri avversari per 70 minuti contro 20”.

Ogni tanto ci sono dei black out, Spalletti: come se lo spiega?

“Ci sono dei black out che poi sono messi a posto dal capitano. Io di Totti ne voglio 4-5 in squadra, se non lo faccio giocare se la prendono con me, ma il mio obiettivo è farne nascere un altro come lui. C’è da trovare un equilibrio in questa squadra, che si può raggiungere attraverso l’entusiasmo pubblico, come visto nel finale di oggi, e attraverso l’avere in squadra altri Totti, come già detto. Non basta solo un grande calciatore ma ce ne voglio più di uno per gareggiare ad alti livelli. Io voglio riuscire a trovare altri Totti nella squadra: voglio fare crescere altri giocatori come lui nella nostra rosa, ne abbiamo bisogno”. 

Che piacere è avere uno che gioca così come Totti a 40 anni?

“E’ chiaro che è un piacere, fino ad ora è stato difficile farlo giocare per me ma l’unica partita dove lo potevo farlo scendere in campo era con l’Udinese, perché con il Cagliari non era disponibile e contro il Porto nelle due gare l’inferiorità numerica ha condizionato la gara e le mie scelte. Per me Totti gioca anche il prossimo anno: se si allena e gioca come ora può farlo. Io Francesco non l’ho mai visto allenarsi con questo entusiasmo. Lui è attaccato a questa maglia e ai suoi tifosi”.

Gli darà più spazio?

“Dipende dal tipo di partita, si può far giocare anche di più. Queste sono state sempre le mie intenzioni, lui ha fatto vedere l'anno scorso di meritare più spazio e oggi ci ha fatto rimontare nel finale di campionato, ma se siamo la Roma e dobbiamo essere costretti sempre a usare Totti per avere la personalità questo non va bene. Vedrete che anche se si cambieranno altri allenatori e ne arriveranno di migliori e di più bravi, se non si trovano altri giocatori di questo spessore e questo carisma è difficile competere al meglio. Oggi nel primo tempo abbiamo sbagliato cose che non si possono sbagliare e nel secondo invece potevamo triturare tutti”. 

Era rigore quello su Dzeko?

“Chi dice che non era rigore è di parte. Il difensore gli prende la gamba, gliela sposta di 20 centimetri ed è quindi rigore netto: chi dice che non è rigore è quindi, ripeto, di parte. Lo stesso Edin mi ha detto di aver preso il colpo”.

Sembra un po’ l’azione contro il Porto in cui riceve una botta e rimane in piedi…

“Ne sono successe diverse di queste occasioni lui dove è rimasto in piedi, quindi, se si va a dire simulatore ad uno come Dzeko, che è uno dei giocatori più corretti che esistono, mi sembra il colmo. Poi vi fa vedere lui stesso se volete dove ha preso la tacchettata”.


28.08.2016 CAGLIARI - A.S.ROMA 2-2
Spalletti: “Dobbiamo trovare equilibrio mentale”

Dopo il 2-2 subito in rimonta al Sant’Elia dal Cagliari Luciano Spalletti ritiene che la sua Roma deve andare alla ricerca di un maggiore equilibrio mentale. 

Il tecnico giallorosso infatti ha sottolineato come i suoi ragazzi avrebbero dovuto gestire la partita in maniera diversa.

“La partita di stasera dice che dobbiamo trovare equilibrio mentale” ha detto Spalletti nelle interviste post match. “Dobbiamo infatti porre maggiore attenzione nella nostra testa nel raggiungere i nostri obiettivi. Potevamo gestire una gara del genere ma alle prime difficoltà non abbiamo retto”.

Era questa una partita determinante per evitare ricadute del genere?

“Sul finire di gara abbiamo fatto due avanzate con le quali potevamo vincere, il Cagliari aveva raggiunto la parità e c'è mancato il centimetro per andare di nuovo avanti. Lì abbiamo fatto le cose bene, ma quello che abbiamo fatto sul 2-1 per noi è invece difficile da spiegare: abbiamo riconquistato 10 palle senza provare giocate facili. Se non hai la personalità di fare le cose semplici, quelle difficili lo sono di sicuro ancora di più. Ma l'allenatore ha sicuramente più colpe”.

Questa è una squadra con giocatori di livello internazionale ma con la maglia della Roma però a molti viene il piedino: perché non c’è mai una crescita?

“Per quello che mi riguarda sono poche queste situazioni a cui fate riferimento. Dobbiamo lavorarci su. A volte c’è mancanza di carattere”.

Una decisione delicata sulla fascia da capitano, come l’ha spiegata?

“Si spiega bene, abbiamo un’etica tra di noi e siamo un gruppo unito. Anche lo stesso De Rossi è d’accordo ad avere un regolamento a cui tutti devono attenersi. E’ tutto sotto controllo. Se vale solo per questa sera questa cosa? Dipenderà da quelle che saranno le sanzioni che verranno fuori. Daniele è il più dispiaciuto di tutti, ma è convinto della bontà di questo regolamento”.

La Roma se non gioca benissimo non riesce a vincere. E’ difficile essere brutti ma efficaci?

“Sì, questo sembra molto difficile per noi, perchè abbiamo visto già lo scorso anno che in alcuni casi abbiamo rischiato di pareggiare gare già vinte. Ci compiaciamo troppo a volte e non capisco come mai. Bisogna lavorare meglio su questo, il nostro DNA è quello di tenere alta la qualità”.

Le scorie del Porto ci sono ancora?

“La sconfitta con il Porto non deve essere una scusa. Chi si spegne dopo una sola sconfitta è difficile che possa arrivare a raggiungere obiettivi importanti. Se uno non reagisce ha finito di giocare già prima di smettere la carriera. A tratti siamo andati bene, a tratti male. Dobbiamo tornare a casa con questo risultato perché abbiamo meritato di pareggiare”.

Il gol di Strootman, quanto vale per voi?

“Vale molto, abbiamo ritrovato un grande giocatore. In quella situazione è stato bravo anche Dzeko”.

23.08.2016 A.S.ROMA - PORTO 0-3
Spalletti: “Risultato duro da digerire, ora dobbiamo pensare solo a lavorare”

Il tecnico giallorosso sostiene che la sconfitta interna contro il Porto nei preliminari di CL sarà dura da digerire e che l’unica ricetta per riuscire a superarla sarà il lavoro. 

Il tecnico della Roma infatti crede che il periodo che aspetta i suoi ragazzi non sarà facile, ritenendo che lui e i suoi giocatori dovranno essere bravi a isolarsi dall’esterno, fare gruppo e mettere la testa solo sul lavoro.

“E’ un risultato duro da digerire questo con il Porto” ha detto Spalletti a fine gara. “Ci aspetta un periodo difficile dove tutti metteranno il dito dentro questa sconfitta e noi dovremmo essere bravi a chiudere le orecchie, tapparci il naso, chiudere gli occhi e pensare solo a lavorare. Lavorare e andare avanti”.

Cosa è successo questa sera?

“Abbiamo perso una gara importante che ci crea delle difficoltà importanti nel ricreare un ordine nel nostro percorso. Ripeto, è un risultato difficile da digerire per come è arrivato e per le fatiche fatte per giungere a disputare queste partite”.

Ci aspettavamo una Roma determinata e invece non ci è parsa tale: concorda?

“Noi abbiamo sbagliato nella gestione della palla all’inizio della gara. Era quello che invece mi premeva, ma non ci siamo riusciti. Loro sono poi stati bravi ad andare subito in vantaggio. Noi quando ci stavamo riorganizzando siamo rimasti di nuovo in dieci e allora lì si è fatto molto difficile per noi…”.

Come giudica i tre rossi in due gare?

“Sono ingenuità. Lo scorso anno, da quando sono arrivato, non abbiamo mai finito in dieci una gara, ma ora ci è successo in due partite nel giro di una settimane. Non riesco a capire come mai. Si poteva sicuramente essere più calmi a gestire quelle situazioni”.

Non abbiamo visto una squadra compatta: concorda?

“Noi siamo arrivati non al meglio della condizione alla gara di oggi, per via soprattutto degli infortuni. Io ovviamente mi ero fatto un disegno per gestire la partita e per quello ho scelto De Rossi come centrale, lui ci sa stare bene in quel ruolo. Però abbiamo sbagliato nella gestione della palla, perdendo dei palloni non a causa della loro pressione ma a causa di alcune nostre leggerezze. Loro dopo il gol hanno preso anche più coraggio e tranquillità, mentre noi ci siamo innervositi. Poi è arrivata anche l’espulsione e quindi si è fatta davvero difficile. Certo, in due gare di fila, in gare così importanti, siamo rimasti due volte in dieci e questo non va bene”.

C’è qualcosa che cambierebbe nella impostazione di questa stagione?

“No, non cambierei niente, perché, a parte l’inizio di gara di oggi, le cose erano andate sempre bene. Non vedo quello che si vuole andare a cercare… stasera abbiamo sbagliato l’inizio di partita e loro ci hanno creato delle difficoltà psicologiche sui nostri errori. Poi, dopo aver preso gol, nonostante l’inferiorità numerica, anche in 9 abbiamo creato delle opportunità per pareggiare. Per cui, ripeto, non cambierei niente a parte l’inizio di gara di oggi. Ora bisognerà digerire questo risultato e ci aspetta quindi un periodo difficile come ho detto: bisognerà pensare solo a lavorare”.

160817 PORTO - A.S.ROMA 1-1
Spalletti: “Sapevo di avere una squadra forte e stasera ne ho avuto la conferma”

Luciano Spalletti è soddisfatto della prova fornita dalla Roma nel pareggio conquistato all’Estadio do Dragao contro il Porto nell’andata dei playoff di Champions League. 

Il tecnico giallorosso ha avuto conferme positive dalla forza della sua squadra e ha elogiato il modo in cui i suoi ragazzi hanno giocato la gara soprattutto fino all’espulsione di Vermalen. L’unico rammarico è legato ai troppi cartellini presi nella prima parte di partita che poi hanno evidentemente condizionato il resto del match e alla mancata tendenza a gestire maggiormente il pallone.

“Sapevo di avere una squadra forte e stasera ne ho avuto la conferma” ha affermato Spalletti a fine partita. “Sono molto contento della prestazione dei miei calciatori, vederli in campo è stato un piacere. Peccato per quei cartellini che potevamo evitare nei primi 30 minuti”. 

“Se devo analizzare poi la partita da tecnico” ha proseguito l’allenatore “devo dire che dopo essere passati in vantaggio verso la fine del primo tempo abbiamo perso troppi palloni andando a forzare invece di gestire la partita. Potevamo aspettare che loro uscissero fuori, visto che erano in svantaggio e noi sfruttare gli spazi, invece abbiamo forzato delle situazioni, cosa che una squadra esperta come la nostra non può fare”. 

Spalletti comunque ha ribadito a più riprese la soddisfazione per la prova di gruppo espressa dai suoi uomini: “Abbiamo fatto davvero un buon inizio di partita, abbiamo lottato e abbiamo saputo subire in uno stadio così caldo. La squadra mi è piaciuta tantissimo”.

Dal lato fisico si aspettava una squadra più preparata?

“Sotto questo aspetto, vedendola da fuori, può sembrare che abbiamo accusato un problema fisico nella ripresa. Ma in realtà abbiamo perso palle troppo facili per la qualità che abbiamo e poi abbiamo concesso la gestione del gioco, permettendo loro di fare la partita. Abbiamo sprecato energie nel dover rincorrere l’avversario, cosa che ti crea sempre difficoltà fisiche e mentali”.

Come ha visto la reazione della squadra dopo essere rimasti in dieci?

“Nello spogliatoio abbiamo dovuto riordinare le idee alla fine nel primo tempo dopo l’espulsione di Vermaelen. Qualche appunto l'ho dovuto fare, ma sono cose normali. Devo dire che tutti si sono comportati bene, anche gli attaccanti. Dzeko ha fatto una grandissima partita così come Salah: nel secondo tempo si sono infatti messi a disposizione anche in fase difensiva. Siamo stati compatti”.

Risultato positivo, ma quali sono le cose che non hanno funzionato?

“Noi abbiamo tentato di fare la partita, loro dopo l'1-0 si sono chiusi a metà campo e quindi per noi non c'erano spazi. Noi avremmo dovuto tenere di più la palla e abbiano invece verticalizzato troppo, perdendo troppi possessi e dando campo a loro. Il Porto ha dei giocatori forti in rosa, hanno trequartisti di qualità e quindi siamo finiti a fare il loro gioco”.

L'errore di Vermaelen sull’espulsione?

“L’esperienza di Vermaelen mi dice che non deve prendere il primo di giallo, il secondo invece ci stava. Lui il primo fallo non deve farlo. Sul secondo invece l'attaccante stava andando in porta e doveva quindi rischiare qualcosa, come ha fatto. Per quello che abbiamo espresso nel primo tempo, non ci possiamo ritrovare con i due centrali ammoniti in 30 minuti”.

11.01.2015 A.S.ROMA - LAZIO 2-2
Le parole del tecnico giallorosso al termine della sfida contro la Lazio:“Quando pareggi 2-2 è meglio essere sotto di due gol e poi pareggiare, rispetto al contrario. Vuol dire che la rimonta c’è stata e che i ragazzi hanno fatto un secondo tempo di alto livello. Essere in svantaggio non è mai facile. Nel primo tempo abbiamo regalato loro molti palloni interessanti, ma anche nella ripresa. Tutte le loro azioni pericolose sono nate da nostri regali. Pjanic nel secondo tempo ha giocato più alto e abbiamo trovato diverse soluzioni, anche con Totti più presente in area, facendo un gran secondo tempo. Nel primo tempo non credo di aver fatto errori: per giocare partite di alto livello ho bisogno di giocatori al 100% della condizione e Ljajic non poteva giocare 90 minuti e nel secondo tempo, stringendo i tempi, ha fatto un grande ingresso in campo, come Strootman. All’intervallo ho detto ai ragazzi che la partita non era finita e lo abbiamo dimostrato.

Nella ripresa l’andamento del match ha chiesto al Capitano di essere più in area: con Pjanic che giocava più avanzato, dietro di lui, non era necessario che Francesco venisse incontro come fa di solito. In questo modo siamo riusciti a far arretrare la difesa della Lazio.

Conoscevamo la potenzialità offensiva della Lazio, la cosa che conta è essere tornati con lo spirito gusto nel secondo tempo e aver fatto trenta minuti di alto livello. Non è che abbiamo avuto episodi favorevoli o fortuna: siamo riusciti a trovare belle soluzioni offensive a sinistra, con cross e molta più presenza in area.

Destro? Mattia è un grande giocatore e presto saremo impegnati ogni tre giorni, ci saranno spazi per tutti. Il Capitano? Lo sappiamo, ha dei colpi di genio proprio perché è un genio e questa sera lo ha dimostrato sul campo.

Per il momento siamo tornati primi a pari punti con la Juve, poi vedremo questa sera: il quarto giocherà contro il primo in classifica, noi guardiamo avanti e una vittoria del Napoli sarebbe meglio”.